CUNEO SALINO E AGRICOLTURA: IL DELTA DEL PO OGGETTO DELLA PRIMA VALUTAZIONE MULTIDISCIPLINARE SU LARGA SCALA IN EUROPA. NUOVA METODOLOGIA SPERIMENTATA DA UNIVERSITÀ DI PADOVA E CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO CON RISORSE PNRR

La sfida alla risalita del cuneo salino e alla salinizzazione dei suoli compie un passo decisivo grazie ai risultati del progetto “Agritech Spoke 4 UNIPD – WP4.2”, finanziato dal PNRR. La ricerca, curata dallo staff del professor Paolo Tarolli del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università di Padova, insieme alla dottoressa Aurora Ghirardelli, segna un cambio di paradigma nella gestione ambientale. Laboratorio a cielo aperto, ancora una volta, è il Delta del Po, in uno studio pluriennale che ha direttamente coinvolto il Consorzio di Bonifica Delta del Po e alcune aziende agricole.

Per la prima volta in Europa, una valutazione multidisciplinare su larga scala collega le dinamiche di salinizzazione agli impatti sulle colture attraverso un sistema integrato che unisce telerilevamento, sensori di prossimità e modelli predittivi basati sull’Intelligenza Artificiale. La nuova metodologia supera l’approccio osservazionale mettendo a sistema una molteplicità di dati interpretati dall’Intelligenza Artificiale. Uno studio che è già parte della letteratura scientifica grazie alla pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale iScience.

Attraverso l’impiego di sonde per rilevare conducibilità elettrica, umidità e temperatura a diverse profondità installate in terreni messi a disposizione da aziende, lo staff del professor Tarolli ha potuto incrociare i dati di campo con le analisi satellitari, le rilevazioni con droni, oltre a dati e statistiche pluridecennali. Questo immenso patrimonio informativo è stato elaborato tramite algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning, permettendo di mappare con precisione come il sale si propaghi in base alle variabili meteorologiche, alla struttura del suolo e alla presenza di sostanza organica. Dal 2000 al 2024 la salinità costiera è drasticamente aumentata, manifestandosi però con un’intensità variabile: anche all’interno dello stesso terreno agricolo, parcelle di suolo diverse reagiscono in modo specifico e differente.

 La presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini, ha evidenziato la rilevanza politica dei risultati ottenuti: “Questo studio e, soprattutto, l’approccio metodologico costituiscono uno strumento fortissimo che le istituzioni del territorio hanno a disposizione per dimostrare, nel confronto con le istituzioni nazionali, la necessità di interventi specifici. Ma la questione non può essere relegata a una dimensione puramente locale, poiché ciò che riguarda il Delta del Po in verità riguarda tutto il fiume Po e dunque tutta quell’area enormemente produttiva che è il nord Italia.

 Il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Rodolfo Laurenti: Grazie a queste nuove metodologie siamo in grado di analizzare e prevedere i fenomeni con il massimo rigore scientifico. Questa oggettività permette di elaborare progetti dalla validità tecnica indiscutibile, mettendo le istituzioni nelle condizioni ideali per sostenerli, anche con le adeguate dotazioni finanziarie.

L’integrazione tra imponenti misure infrastrutturali, come le barriere antisale di ultima generazione, e soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions) — tra cui aree umide, fasce tampone e pratiche agronomiche per il ripristino della sostanza organica — costituisce il pilastro di una strategia multidisciplinare validata dalla comunità scientifica.

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Taglio di Po (Ro), 3 giugno 2026

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Ultimo aggiornamento

3 Giugno 2026, 12:54