SUBSIDENZA, FERRARA DOPO TAGLIO DI PO: I CONSORZI INCONTRANO LE ISTITUZIONI PER RIATTIVARE LE LINEE DI FINANZIAMENTO CONTRI I DANNI DA ESTRAZIONI METANIFERE

«I danni da subsidenza sono continui e spesso nascosti. A distanza di oltre 60 anni dallo stop alle estrazioni metanifere riscontriamo ancora problematiche che mettono a dura prova il Delta del Po, molte riguardano l’allineamento dei fondali dei canali: l’alterazione delle quote rappresenta un fattore di rischio costante per campagne e centri abitati.»

A dichiararlo è la presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po Virginia Taschini ai margini del convegno di RemTech a Ferrara “La sfida della subsidenza tra cambiamento climatico, sicurezza idraulica e sviluppo sostenibile”, promosso da ANBI e ANBI Emilia-Romagna il 17 settembre 2026,  che segue l’analogo confronto istituzionale tenutosi lo scorso 30 aprile a Taglio di Po, “Subsidenza, vietato dimenticare”, coordinato da ANBI Veneto.

La richiesta chiara che ANBI presenta alla politica, in previsione della Legge di Bilancio 2027, è il ripristino di un fondo dedicato ai danni da subsidenza pari a 6 milioni di euro all’anno dal 2027 al 2032 da suddividere tra le province colpite – Rovigo, Ferrara e Ravenna – per fronteggiare i danni da subsidenza.

La gestione delle acque nel Polesine si conferma una priorità quotidiana improrogabile, oggi resa ancora più complessa dai pesanti costi energetici necessari per il funzionamento degli impianti idrovori. Costi che gravano, insieme alla manutenzione ordinaria e straordinaria, sulle spalle dei due enti consortili, il consorzio di Bonifica Adige Po, anch’esso rappresentato ai massimi livelli al convegno di Ferrara, e, appunto, il Delta del Po.

Con la cessazione delle risorse della legge 205/2017 — che tra il 2018 e il 2024 aveva destinato 26 milioni di euro complessivi alle province di Rovigo, Ferrara e Ravenna, garantendo al solo Polesine oltre 10 milioni di euro prontamente investiti in opere di manutenzione straordinaria — gli enti di bonifica si sono trovati costretti a coprire i costi di mitigazione del dissesto attingendo ai propri bilanci e gravando così sui cittadini locali.

Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto: “Il tema della subsidenza valica i confini locali per assumere una valenza strategica nazionale: nessun territorio va lasciato indietro, men che meno le aree interne.

Roberto Branco, presidente del Consorzio Adige Po insiste: “Non è sostenibile che i bilanci dei consorzi del Polesine continuino a sostenere i costi strutturali di un servizio reso in passato a favore dell’intero Paese”.

La rilevanza del vertice di Ferrara è stata avvalorata dal riscontro immediato delle istituzioni. Dopo il sostegno espresso dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani durante l’appuntamento primaverile a Taglio di Po, a RemTech è giunta la conferma del pieno appoggio del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale.

L’evento, aperto dal videomessaggio del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha registrato l’impegno formale dei rappresentanti parlamentari presenti, tra cui il Presidente della Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico Pino Bicchielli e la deputata Nadia Romeo, a sostenere in vista della prossima Legge di Bilancio le posizioni dei Consorzi.

 

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Ultimo aggiornamento

18 Settembre 2026, 15:46