COSÌ IL DELTA DEL PO REAGISCE ALLA CRISI IDRICA GRAZIE AGLI INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO IRRIGUO REALIZZATI DAL CONSORZIO DI BONIFICA

Nell’Isola di Ariano gli interventi realizzati dal Consorzio di Bonifica Delta del Po sul Canale Veneto rappresentano la svolta contro il cuneo salino. E ora si cercano i finanziamenti per intervenire su Porto Tolle.

Centrale irrigua Goro, Taglio di Po

Laddove lo Stato mette le risorse, il territorio resiste. È questo il dato che emerge nel Delta del Po: nei territori in cui il Consorzio di Bonifica ha avuto i finanziamenti pubblici per realizzare nuove infrastrutture, l’irrigazione prosegue nonostante la crisi idrica.

Senza le opere di adattamento climatico ultimate nell’ultimo biennio, le conseguenze del cuneo salino sarebbero ben più gravi di quelle registrate ad oggi, con la portata del Po scesa a 300 mc/s (misuratore di Pontelagoscuro), 12 km di mare risalito nell’entroterra e derivazioni costrette alla chiusura.

Il modello dell’Isola di Ariano

Il caso più evidente è nell’Isola di Ariano, un territorio di 16.000 ettari – due quinti del Delta Del Po, che si estende su 40.000 ettari – dove negli ultimi due anni l’ente consortile, grazie a risorse PNRR e PSRN, ha potuto mettere mano al vasto sistema del Canale Veneto. L’opera, che con i suoi 29,3 km di lunghezza rappresenta la principale dorsale di bonifica e scolo del territorio, è stata trasformata in un grande bacino per lo stoccaggio e la ridistribuzione della risorsa irrigua.

Attraverso tre grandi progettualità, il canale è stato infatti risezionato nei primi 5 km per aumentarne la capacità di invaso ed è stato dotato di tre impianti di pompaggio che reimmettono nella rete irrigua, completamente ripristinata, acqua dolce di bonifica. Il principale di questi impianti, la centrale Goro, completata nella primavera del 2025, sta consentendo l’attività irrigua anche nella zona più meridionale dell’Isola di Ariano, particolarmente vulnerabile all’ingressione salina, ripristinando dopo anni di cessata attività una risaia.

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Investire in infrastrutture per adattare il territorio

Tra i grandi interventi per adattare il territorio al cambiamento climatico figurano il completamento del bacino di Volta Vaccari, in grado di trattenere fino a un milione di metri cubi d’acqua dolce, e l’adeguamento a fini di invaso di un tratto del Collettore Padano Polesano nel territorio di Porto Viro. La strada, insomma, è ben delineata: ampliare la capacità di trattenere risorsa della rete di scolo e impianti di pompaggio per reimmettere acqua dolce nella rete irrigua.

Sulla scorta di questi risultati, a inizio anno il Consorzio ha candidato alla seconda tranche del PNIISSI, il Piano Nazionale per le Infrastrutture Idriche Strategiche, un analogo intervento nel territorio comunale di Porto Tolle; si tratta di una progettualità strutturata in tre stralci, per un valore complessivo di 15 milioni di euro.

Dichiarazioni

Il Consorzio di Bonifica ha dimostrato con opere puntuali di avere tutte le competenze per adattare il Delta del Po al cambiamento climatico; servono però risorse pubbliche, senza le quali i progetti sono destinati a rimanere sulla carta mentre il territorio rischia la desertificazione”, spiega Virginia Taschini, presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po.

Rodolfo Laurenti, direttore del Consorzio, aggiunge: “L’aumento della capacità di invaso è parte di una strategia più ampia che prevede altre due linee di azione: dotare il territorio con innovativi sbarramenti mobili anti sale e supportare l’agricoltura con tecnologie di intelligenza artificiale di analisi e consiglio irriguo esperto per monitorare e gestire in tempo reale la risorsa in base alle contingenze”.

Ultimo aggiornamento

22 Giugno 2026, 11:23