CHIOGGIA: IL CONSORZIO INCONTRA LE ASSOCIAZIONI AGRICOLE A SANT’ANNA IN PREVISIONE DELL’AVVIO DELLA STAGIONE IRRIGUA

Focus su manutenzioni, gestione del cuneo salino e cambiamenti climatici. L’incontro presso l’idrovora Busiola. La presidente Taschini: “Agricoltori vere sentinelle del territorio”

Si è tenuto nella mattinata di mercoledì 26 marzo 2026, presso gli uffici dell’impianto idrovoro Busiola a Sant’Anna di Chioggia (Ve), un incontro tecnico tra il Consorzio di Bonifica Delta del Po e le associazioni agricole del territorio. L’appuntamento ha avuto l’obiettivo di illustrare progettualità, prossimi interventi e ascoltare le esigenze di un’area agricola di grande pregio.

La vasta località di Sant’Anna, situata tra le foci dei fiumi Brenta e Adige, rappresenta l’unità territoriale più settentrionale del Consorzio nonché l’unica area situata in provincia di Venezia, e costituisce una porzione strategica del comune di Chioggia. È una terra vocata all’orticoltura d’eccellenza, dove i terreni sabbiosi ospitano coltivazioni rinomate come il radicchio. Proprio qui sorge l’idrovora Busiola, uno dei manufatti idraulici più grandi del Consorzio, dotato di un impianto irriguo fondamentale per il sostentamento delle colture locali.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura, a testimonianza della rilevanza dei temi trattati. Con l’arrivo di aprile, infatti, la stagione irrigua entra nel vivo, sebbene in quest’area l’attività non si fermi mai del tutto, proseguendo in parte anche durante l’inverno per supportare i cicli del radicchio.

La presidente del Consorzio, Virginia Taschini, ha sottolineato il valore della mattinata: “Il rapporto diretto con chi vive e lavora la terra è essenziale. Solo attraverso l’ascolto e il confronto costante con gli agricoltori, vere sentinelle del territorio, possiamo individuare tempestivamente le criticità e studiare soluzioni che siano davvero efficaci e condivise”.

Il confronto ha toccato le grandi sfide che l’agricoltura deve affrontare: cambiamenti climatici, risalita del cuneo salino e impatto dei costi energetici sulla gestione degli impianti. Oltre alle emergenze, il focus è stato posto sulla programmazione, per arrivare alla definizione di un calendario operativo condiviso per ottimizzare l’uso della risorsa idrica.

Il direttore del Consorzio, Rodolfo Laurenti, ha esposto nel dettaglio il piano delle manutenzioni: “Abbiamo pianificato interventi mirati sia sulla rete dei canali che sugli impianti, basandoci sulle priorità emerse dal monitoraggio costante effettuato nell’ultimo anno. L’obiettivo è garantire la massima efficienza idraulica proprio ora che la domanda di acqua da parte delle aziende aumenta”.

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ROSOLINA: CONDOTTO SOTTO LA SP45 PER LA SICUREZZA IDRAULICA DI UN’AREA AGRICOLA A RIDOSSO DEL VILLAGGIO NORGE

Il Consorzio di Bonifica Delta del Po prosegue la propria attività di presidio capillare sul territorio con un nuovo e mirato intervento di efficientamento idraulico nel Comune di Rosolina. L’operazione si è resa necessaria per risolvere le criticità di un’area agricola e residenziale, in prossimità del villaggio Norge, caratterizzata da croniche difficoltà nello scolo delle acque meteoriche. Per garantire la salvaguardia di tre ettari di terreno l’ente ha realizzato nei giorni scorsi una nuova condotta sotterranea lunga 27 metri, che sottopassa la Strada Provinciale 45, progettata per accelerare il deflusso dai fossi privati verso il canale consortile Fenilone. L’opera sfrutta un dislivello di 50 centimetri tra la campagna soccorsa e il ricettore finale, il cui sgrondo è garantito dal funzionamento da un’idrovora consortile sul Po di Levante.

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Si è trattato di un intervento di precisione, quasi chirurgico, eseguito con un impatto ambientale e logistico pari a zero. Dal punto di vista tecnico, l’operazione si è distinta per l’utilizzo della trivellazione orizzontale controllata (TOC), una tecnologia d’avanguardia che ha permesso di posare una tubazione del diametro di 40 centimetri che sottopassa la Provinciale senza procedere a scavi a cielo aperto. Questa scelta metodologica è stata fondamentale per evitare qualsiasi interruzione o disagio alla circolazione lungo l’arteria che collega Rosolina a Loreo, preservando intatto il manto stradale. L’investimento di 15.000 euro, risorse direttamente stanziate dal Consorzio, testimonia una strategia operativa che affianca alle grandi infrastrutture una miriade di micro-interventi localizzati, fondamentali per la tenuta idrogeologica del bacino del Po.

Sull’importanza dell’opera è intervenuta la presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini: “Il Delta del Po ha necessità di decine di interventi come questo, piccoli e molto focalizzati su aree circoscritte, poiché la sicurezza del territorio non passa solo dalle grandi opere, pur essenziali. Questi interventi nascono dalla collaborazione costante con i cittadini e con le amministrazioni comunali e sono sostenuti direttamente dal Consorzio. Confermiamo così il nostro ruolo di istituzione di prossimità, capace di dare risposte concrete alle esigenze specifiche delle comunità locali e di garantire la resilienza del suolo”.

Taglio di Po, 17 marzo 2026




LA GRANDE BELLEZZA: CA’ VENDRAMIN SI ILLUMINA COL TRICOLORE NELLA NOTTE DELLA BONIFICA

Sono diventate virali nel web, finendo nelle pagine dei quotidiani, le splendide immagini del Museo regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po (Ro), illuminato col Tricolore la notte del 12 marzo. Il Delta Del Po, attraverso il suo Consorzio di Bonifica, ha aderito nel migliore dei modi all’iniziativa nazionale “La notte delle idrovore Tricolori”, promossa dall’associazione del comparto ANBI per chiedere alla Politica attenzione e misure concrete per il governo dell’acqua in epoca di cambiamenti climatici, temi che per il Consorzio avente sede a Taglio di Po (Ro) si declinano in contrasto alla subsidenza e al cuneo salino, supporto per gli elevati costi energetici, per la manutenzione quotidiana e straordinaria.

“Il Delta del Po si unisce idealmente a tutti i Consorzi d’Italia in un’azione spettacolare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto – afferma la presidente del Consorzio Virginia Taschini, che precisa – non ci sarà un aumento di consumi per l’ente poiché Ca’ Vendramin è già abitualmente illuminata; inoltre, grazie agli interventi PNRR completati la scorsa estate, l’impianto è stato dotato di illuminazione a basso consumo, confermando l’impegno dell’ente verso l’efficienza energetica.”

Complessivamente sono 19 i grandi impianti idraulici veneti, tra idrovore, centrali e sedi consortili dei Consorzi di Bonifica, che si sono accesi con i colori della bandiera italiana. Si tratta di un gesto simbolico che porta con sé un messaggio politico e sociale di grande urgenza: proteggere la terra è una priorità che richiede investimenti certi e una visione di lungo periodo.  L’iniziativa, poiché interessa impianti già dotati di illuminazione notturna, non comporta un aumento dei consumi energetici.

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“La gestione della sicurezza idraulica, dell’irrigazione degli ambienti d’acqua rappresentano i pilastri invisibili su cui poggia l’intero sistema economico del Veneto, con un valore della sola produzione agricola che supera gli 8 miliardi di euro, per il 90% legata alla disponibilità di acqua – afferma il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini – . Tuttavia, oggi gli Enti di bonifica si trovano ad affrontare una tempesta perfetta stretti tra cambiamenti climatici, consumo del suolo e imprevisti come l’impennata dei costi energetici di questi giorni, esacerbati dalla crisi in Medio Oriente.”

Per rispondere a un cambiamento climatico, il Veneto è pronto con una strategia infrastrutturale massiccia. A inizio anno i consorzi, coordinati da ANBI Veneto hanno candidato 44 progetti per un valore complessivo di 561 milioni di euro alla seconda tranche del PNIISSII, il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali per la Sicurezza del Settore Idrico. Di questi interventi, 15 progettualità riguardano specificamente la realizzazione di nuovi invasi e sistemi per trattenere la risorsa idrica.

Per Silvio Parizzi, direttore di ANBI Veneto: “Accendere il Tricolore significa ricordare che sicurezza e gestione idrogeologica non sono costi, bensì investimenti sulla vita e sull’economia del Paese”.

Taglio di Po (Ro), 13 marzo 2026




LA CRISI IN MEDIO ORIENTE RENDE LA SICUREZZA IDRAULICA DEL DELTA DEL PO ANCORA PIÙ COSTOSA SOTTRAENDO RISORSE ALLE OPERATIVITÀ DEL CONSORZIO DI BONIFICA

Gli effetti del conflitto in Medio Oriente si ripercuotono anche sulla sicurezza del Delta del Po. Quella che appare come una crisi distante ha effetti concreti sulle operatività del Consorzio di Bonifica che attraverso 41 idrovore rappresenta il principale baluardo contro il rischio di allagamento di un territorio soggiacente al mare anche di 4 metri.

L’escalation bellica sta stravolgendo ogni previsione di un bilancio consortile di 9 milioni di euro che prevedeva di impegnare circa 2,5 milioni per la spesa energetica. Fino ai giorni immediatamente precedenti l’inizio del conflitto, l’ente pagava circa 100 € al megawattora.

A partire dal 4 marzo, la cifra media è salita a 150 €/MWh, segnando un incremento netto del 50%. Questa mattina, il picco: 217 €/MWh, un dato che ha messo in stato di massima allerta i tecnici del Consorzio. Stando alle proiezioni, da qui a dicembre, l’ente che, oltre alle idrovore, gestisce anche una trentina di impianti irrigui, si troverà a pagare ben 283.000 euro in più rispetto a quanto previsto a inizio anno.

Il quadro elettrico di un impianto e, sullo sfondo, il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti
Il quadro elettrico di un impianto e, sullo sfondo, il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti

La presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini, esprime forte preoccupazione: “Sappiamo che i costi energetici aumentano velocemente e calano lentamente. Con un aggravio imprevisto di 283.000 euro saremo costretti a sottrarre queste risorse all’operatività. Sono risorse versate dai cittadini contribuenti che dal 2025 devono farsi carico anche dei costi per rimediare ai danni da subsidenza pari a 400.000 euro l’anno, precedentemente coperti dallo Stato. Rendiamo pubblici questi dati per far comprendere le difficoltà, spesso imprevedibili, con cui combattiamo ogni giorno”.

A tal proposito, il Consorzio aderisce all’evento nazionale promosso da ANBI “Idrovore Tricolori”: la notte di giovedì 12 marzo la consueta illuminazione dell’ex Idrovora di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po, sarà sostituita dalle luci della bandiera italiana. “Il Delta del Po si unisce idealmente a tutti i Consorzi d’Italia in un’azione spettacolare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto – afferma la presidente Taschini, che precisa – non ci sarà un aumento di consumi per l’ente poiché Ca’ Vendramin è già abitualmente illuminata; inoltre, grazie agli interventi PNRR completati la scorsa estate, l’impianto è stato dotato di illuminazione a basso consumo, confermando l’impegno dell’ente verso l’efficienza energetica.”

Taglio di Po, 9 marzo 2026




COMUNICATO STAMPA: L’INSIDIA NASCOSTA CHE LOGORA I CANALI, ORA TOCCA AI CONSORZIATI ACCOLLARSI I DANNI DELLA “SUBSIDENZA SOMMERSA”

Gli interventi per il ripristino delle funzionalità idrauliche derivanti dalla subsidenza ora pesano totalmente sul Consorzio di Bonifica, per un terzo già gravato dal costo energetico

Esiste una minaccia invisibile che agisce silenziosamente sotto il pelo dell’acqua, mettendo a rischio l’equilibrio idraulico del Delta del Po: è la cosiddetta “subsidenza sommersa”. Si tratta di un fenomeno tanto subdolo quanto pericoloso, poiché si sottrae alla vista immediata ma agisce in profondità, alterando inesorabilmente i fondali dei canali e compromettendo la complessa rete di scolo necessaria a tenere asciutto il territorio. Mentre l’abbassamento del suolo in superficie è un dato tristemente noto e osservabile, la sua declinazione nei corpi idrici rappresenta la faccia meno visibile, ma strutturalmente più critica, dell’eredità lasciata dalle estrazioni di gas metano.

Il lento e costante deterioramento delle sezioni dei corsi d’acqua, i disallineamenti dei fondali e la modifica delle pendenze non sono semplici variazioni morfologiche, ma rappresentano potenziali cause di allagamenti, cedimenti di sponde e manufatti per un sistema che vive di calcoli millimetrici. In un territorio dove le pendenze dei canali lunghi diversi chilometri sono progettate con estrema precisione per garantire il deflusso rapido delle acque, ogni minimo cambiamento strutturale riverbera i suoi effetti su distanze enormi, rischiando di paralizzare la rete idraulica di vitale importanza per la sicurezza del Delta.

Per anni, il contrasto a questa deriva è stato sostenuto dai fondi della Legge 205/2017, che tra il 2018 e il 2024 ha garantito e consentito al Consorzio di Bonifica Delta del Po interventi per complessivi 4,1 milioni di euro. Questi finanziamenti, tradotti in investimenti annuali da 600.000 euro, hanno permesso di intervenire su snodi cruciali su tutte le unità territoriali del comprensorio, mettendo mano – e soprattutto escavatori – a decine di chilometri di canali, oltre che su impianti idrovori e manufatti di regolazione.

Virginia Taschini, presidente Consorzio di Bonifica Delta del Po
Virginia Taschini, presidente Consorzio di Bonifica Delta del Po

Tuttavia, con l’esaurimento delle annualità, il 2025 segna un punto di rottura drammatico. “In assenza di rifinanziamento statale, il Consorzio di Bonifica Delta del Po, per proseguire nel risanamento della rete idraulica, è stato costretto a stanziare direttamente 400.000 euro di tasca propria, è il valore delle annualità previste dalla legge 205/2017, al netto dei costi di iva e gestione – spiega la presidente del Consorzio di Bonifica Virginia Taschini – Si tratta di cifre che gravano direttamente sui consorziati per riparare un danno derivante dal passato ma i cui effetti sono ancora in corso.”

Decine di interventi dell’ente consortile hanno consentito di mettere mano a molti dei principali canali del comprensorio; la rete di scolo è però costituita da 607 km di scolo e, sebbene non tutti presentino criticità, il lavoro da svolgere a causa della subsidenza è ancora enorme.

Con un bilancio consortile di circa 9,5 milioni di euro, già eroso da 3 milioni di costi energetici, il peso di questi interventi sottrae risorse vitali ad altri interventi fondamentali in epoca di cambiamento climatico continua Taschini – . In mancanza di un rifinanziamento governativo, anche il bilancio previsionale 2026 dovrà farsi carico di tale onere. Di fronte alle ipotesi di riavvio delle trivellazioni, che ci vede contrari, ribadiamo la necessità di compensazioni certe per un’attività di difesa del suolo che non può essere rinviata, pena la vulnerabilità dell’intero ecosistema.”




SUBSIDENZA, IL CONSORZIO: “SERVONO RISORSE, NON TRIVELLE”

In merito alla recente proposta di riattivazione delle estrazioni di idrocarburi in Polesine avanzata dal Governo nei giorni scorsi, il consorzio di Bonifica Delta del Po, per voce della presidente Virginia Taschini e del direttore Rodolfo Laurenti, dichiara:

“Sembrerebbe quasi pleonastico descrivere ancora una volta quanto avvenuto alla metà del secolo scorso a seguito dello sfruttamento dei giacimenti metaniferi: il conseguente e rapido abbassamento del suolo nel Delta del Po che ha fatto registrare valori negativi dell’ordine di un metro fino a toccare punte di oltre tre metri. Può sembrare anacronistico elencare i danni subiti in quegli anni dall’intero sistema idraulico e quanto investito per la ricostruzione di nuovi impianti idrovori e l’adeguamento di quelli esistenti oltre che di arginature e collettori di bonifica.

Bisogna evidenziare e sottolineare che il danno permanente causato da tali estrazioni costringe tutt’oggi il Consorzio di Bonifica a un lavoro costante nel ripristino e nel mantenimento della funzionalità delle reti idrauliche, nel potenziamento degli impianti idrovori e nella protezione del territorio, oltre agli esorbitanti costi di energia elettrica sostenuti ogni anno per l’esercizio degli impianti idrovori.

Sono tutte azioni fondamentali per favorire le condizioni di sviluppo economico di un’area che, oltre alla subsidenza, ha subito due gravi alluvioni e tutt’oggi risente in modo particolare degli effetti del cambiamento climatico, ma che ritiene la sicurezza idraulica la base fondante per lo sviluppo di infrastrutture, comparti produttivi e, in generale, dell’economia di un territorio.

Lo stanziamento delle risorse economiche previste dalla legge 205/2017, terminate con la fine del 2024 e necessarie al Delta del Po, ma anche a tutta la provincia, per far fronte alle problematiche causate dall’abbassamento del suolo, tutt’ora in corso, derivante dalle estrazioni di gas metano avvenute nel secolo scorso, hanno garantito alla provincia un’assegnazione di oltre 10 milioni in sette anni che la Regione ha affidato ai Consorzi di bonifica, permettendo la progettazione e la realizzazione di interventi su manufatti di regolazione idraulica, di escavo, ricalibrazione e risezionamento di canali di bonifica, aumentando la sicurezza idraulica in tutti i comuni del Delta attraverso opere che possiamo toccare con mano muovendoci nel nostro territorio.

Chiediamo, dunque, il rifinanziamento dei fondi per il contrasto alla subsidenza e di abbandonare ogni ipotesi di riattivazione delle estrazioni di metano nel nostro territorio: la sicurezza idraulica, e dunque la serenità della popolaziona, necessitano tanto di grandi opere strategiche quanto di interventi mirati, puntuali, progettati e realizzati con continuità nel tempo.

 

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