LA GRANDE BELLEZZA: CA’ VENDRAMIN SI ILLUMINA COL TRICOLORE NELLA NOTTE DELLA BONIFICA

Sono diventate virali nel web, finendo nelle pagine dei quotidiani, le splendide immagini del Museo regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po (Ro), illuminato col Tricolore la notte del 12 marzo. Il Delta Del Po, attraverso il suo Consorzio di Bonifica, ha aderito nel migliore dei modi all’iniziativa nazionale “La notte delle idrovore Tricolori”, promossa dall’associazione del comparto ANBI per chiedere alla Politica attenzione e misure concrete per il governo dell’acqua in epoca di cambiamenti climatici, temi che per il Consorzio avente sede a Taglio di Po (Ro) si declinano in contrasto alla subsidenza e al cuneo salino, supporto per gli elevati costi energetici, per la manutenzione quotidiana e straordinaria.

“Il Delta del Po si unisce idealmente a tutti i Consorzi d’Italia in un’azione spettacolare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto – afferma la presidente del Consorzio Virginia Taschini, che precisa – non ci sarà un aumento di consumi per l’ente poiché Ca’ Vendramin è già abitualmente illuminata; inoltre, grazie agli interventi PNRR completati la scorsa estate, l’impianto è stato dotato di illuminazione a basso consumo, confermando l’impegno dell’ente verso l’efficienza energetica.”

Complessivamente sono 19 i grandi impianti idraulici veneti, tra idrovore, centrali e sedi consortili dei Consorzi di Bonifica, che si sono accesi con i colori della bandiera italiana. Si tratta di un gesto simbolico che porta con sé un messaggio politico e sociale di grande urgenza: proteggere la terra è una priorità che richiede investimenti certi e una visione di lungo periodo.  L’iniziativa, poiché interessa impianti già dotati di illuminazione notturna, non comporta un aumento dei consumi energetici.

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“La gestione della sicurezza idraulica, dell’irrigazione degli ambienti d’acqua rappresentano i pilastri invisibili su cui poggia l’intero sistema economico del Veneto, con un valore della sola produzione agricola che supera gli 8 miliardi di euro, per il 90% legata alla disponibilità di acqua – afferma il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini – . Tuttavia, oggi gli Enti di bonifica si trovano ad affrontare una tempesta perfetta stretti tra cambiamenti climatici, consumo del suolo e imprevisti come l’impennata dei costi energetici di questi giorni, esacerbati dalla crisi in Medio Oriente.”

Per rispondere a un cambiamento climatico, il Veneto è pronto con una strategia infrastrutturale massiccia. A inizio anno i consorzi, coordinati da ANBI Veneto hanno candidato 44 progetti per un valore complessivo di 561 milioni di euro alla seconda tranche del PNIISSII, il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali per la Sicurezza del Settore Idrico. Di questi interventi, 15 progettualità riguardano specificamente la realizzazione di nuovi invasi e sistemi per trattenere la risorsa idrica.

Per Silvio Parizzi, direttore di ANBI Veneto: “Accendere il Tricolore significa ricordare che sicurezza e gestione idrogeologica non sono costi, bensì investimenti sulla vita e sull’economia del Paese”.

Taglio di Po (Ro), 13 marzo 2026




LA CRISI IN MEDIO ORIENTE RENDE LA SICUREZZA IDRAULICA DEL DELTA DEL PO ANCORA PIÙ COSTOSA SOTTRAENDO RISORSE ALLE OPERATIVITÀ DEL CONSORZIO DI BONIFICA

Gli effetti del conflitto in Medio Oriente si ripercuotono anche sulla sicurezza del Delta del Po. Quella che appare come una crisi distante ha effetti concreti sulle operatività del Consorzio di Bonifica che attraverso 41 idrovore rappresenta il principale baluardo contro il rischio di allagamento di un territorio soggiacente al mare anche di 4 metri.

L’escalation bellica sta stravolgendo ogni previsione di un bilancio consortile di 9 milioni di euro che prevedeva di impegnare circa 2,5 milioni per la spesa energetica. Fino ai giorni immediatamente precedenti l’inizio del conflitto, l’ente pagava circa 100 € al megawattora.

A partire dal 4 marzo, la cifra media è salita a 150 €/MWh, segnando un incremento netto del 50%. Questa mattina, il picco: 217 €/MWh, un dato che ha messo in stato di massima allerta i tecnici del Consorzio. Stando alle proiezioni, da qui a dicembre, l’ente che, oltre alle idrovore, gestisce anche una trentina di impianti irrigui, si troverà a pagare ben 283.000 euro in più rispetto a quanto previsto a inizio anno.

Il quadro elettrico di un impianto e, sullo sfondo, il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti
Il quadro elettrico di un impianto e, sullo sfondo, il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti

La presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini, esprime forte preoccupazione: “Sappiamo che i costi energetici aumentano velocemente e calano lentamente. Con un aggravio imprevisto di 283.000 euro saremo costretti a sottrarre queste risorse all’operatività. Sono risorse versate dai cittadini contribuenti che dal 2025 devono farsi carico anche dei costi per rimediare ai danni da subsidenza pari a 400.000 euro l’anno, precedentemente coperti dallo Stato. Rendiamo pubblici questi dati per far comprendere le difficoltà, spesso imprevedibili, con cui combattiamo ogni giorno”.

A tal proposito, il Consorzio aderisce all’evento nazionale promosso da ANBI “Idrovore Tricolori”: la notte di giovedì 12 marzo la consueta illuminazione dell’ex Idrovora di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po, sarà sostituita dalle luci della bandiera italiana. “Il Delta del Po si unisce idealmente a tutti i Consorzi d’Italia in un’azione spettacolare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto – afferma la presidente Taschini, che precisa – non ci sarà un aumento di consumi per l’ente poiché Ca’ Vendramin è già abitualmente illuminata; inoltre, grazie agli interventi PNRR completati la scorsa estate, l’impianto è stato dotato di illuminazione a basso consumo, confermando l’impegno dell’ente verso l’efficienza energetica.”

Taglio di Po, 9 marzo 2026




COMUNICATO STAMPA: L’INSIDIA NASCOSTA CHE LOGORA I CANALI, ORA TOCCA AI CONSORZIATI ACCOLLARSI I DANNI DELLA “SUBSIDENZA SOMMERSA”

Gli interventi per il ripristino delle funzionalità idrauliche derivanti dalla subsidenza ora pesano totalmente sul Consorzio di Bonifica, per un terzo già gravato dal costo energetico

Esiste una minaccia invisibile che agisce silenziosamente sotto il pelo dell’acqua, mettendo a rischio l’equilibrio idraulico del Delta del Po: è la cosiddetta “subsidenza sommersa”. Si tratta di un fenomeno tanto subdolo quanto pericoloso, poiché si sottrae alla vista immediata ma agisce in profondità, alterando inesorabilmente i fondali dei canali e compromettendo la complessa rete di scolo necessaria a tenere asciutto il territorio. Mentre l’abbassamento del suolo in superficie è un dato tristemente noto e osservabile, la sua declinazione nei corpi idrici rappresenta la faccia meno visibile, ma strutturalmente più critica, dell’eredità lasciata dalle estrazioni di gas metano.

Il lento e costante deterioramento delle sezioni dei corsi d’acqua, i disallineamenti dei fondali e la modifica delle pendenze non sono semplici variazioni morfologiche, ma rappresentano potenziali cause di allagamenti, cedimenti di sponde e manufatti per un sistema che vive di calcoli millimetrici. In un territorio dove le pendenze dei canali lunghi diversi chilometri sono progettate con estrema precisione per garantire il deflusso rapido delle acque, ogni minimo cambiamento strutturale riverbera i suoi effetti su distanze enormi, rischiando di paralizzare la rete idraulica di vitale importanza per la sicurezza del Delta.

Per anni, il contrasto a questa deriva è stato sostenuto dai fondi della Legge 205/2017, che tra il 2018 e il 2024 ha garantito e consentito al Consorzio di Bonifica Delta del Po interventi per complessivi 4,1 milioni di euro. Questi finanziamenti, tradotti in investimenti annuali da 600.000 euro, hanno permesso di intervenire su snodi cruciali su tutte le unità territoriali del comprensorio, mettendo mano – e soprattutto escavatori – a decine di chilometri di canali, oltre che su impianti idrovori e manufatti di regolazione.

Virginia Taschini, presidente Consorzio di Bonifica Delta del Po
Virginia Taschini, presidente Consorzio di Bonifica Delta del Po

Tuttavia, con l’esaurimento delle annualità, il 2025 segna un punto di rottura drammatico. “In assenza di rifinanziamento statale, il Consorzio di Bonifica Delta del Po, per proseguire nel risanamento della rete idraulica, è stato costretto a stanziare direttamente 400.000 euro di tasca propria, è il valore delle annualità previste dalla legge 205/2017, al netto dei costi di iva e gestione – spiega la presidente del Consorzio di Bonifica Virginia Taschini – Si tratta di cifre che gravano direttamente sui consorziati per riparare un danno derivante dal passato ma i cui effetti sono ancora in corso.”

Decine di interventi dell’ente consortile hanno consentito di mettere mano a molti dei principali canali del comprensorio; la rete di scolo è però costituita da 607 km di scolo e, sebbene non tutti presentino criticità, il lavoro da svolgere a causa della subsidenza è ancora enorme.

Con un bilancio consortile di circa 9,5 milioni di euro, già eroso da 3 milioni di costi energetici, il peso di questi interventi sottrae risorse vitali ad altri interventi fondamentali in epoca di cambiamento climatico continua Taschini – . In mancanza di un rifinanziamento governativo, anche il bilancio previsionale 2026 dovrà farsi carico di tale onere. Di fronte alle ipotesi di riavvio delle trivellazioni, che ci vede contrari, ribadiamo la necessità di compensazioni certe per un’attività di difesa del suolo che non può essere rinviata, pena la vulnerabilità dell’intero ecosistema.”




SUBSIDENZA, IL CONSORZIO: “SERVONO RISORSE, NON TRIVELLE”

In merito alla recente proposta di riattivazione delle estrazioni di idrocarburi in Polesine avanzata dal Governo nei giorni scorsi, il consorzio di Bonifica Delta del Po, per voce della presidente Virginia Taschini e del direttore Rodolfo Laurenti, dichiara:

“Sembrerebbe quasi pleonastico descrivere ancora una volta quanto avvenuto alla metà del secolo scorso a seguito dello sfruttamento dei giacimenti metaniferi: il conseguente e rapido abbassamento del suolo nel Delta del Po che ha fatto registrare valori negativi dell’ordine di un metro fino a toccare punte di oltre tre metri. Può sembrare anacronistico elencare i danni subiti in quegli anni dall’intero sistema idraulico e quanto investito per la ricostruzione di nuovi impianti idrovori e l’adeguamento di quelli esistenti oltre che di arginature e collettori di bonifica.

Bisogna evidenziare e sottolineare che il danno permanente causato da tali estrazioni costringe tutt’oggi il Consorzio di Bonifica a un lavoro costante nel ripristino e nel mantenimento della funzionalità delle reti idrauliche, nel potenziamento degli impianti idrovori e nella protezione del territorio, oltre agli esorbitanti costi di energia elettrica sostenuti ogni anno per l’esercizio degli impianti idrovori.

Sono tutte azioni fondamentali per favorire le condizioni di sviluppo economico di un’area che, oltre alla subsidenza, ha subito due gravi alluvioni e tutt’oggi risente in modo particolare degli effetti del cambiamento climatico, ma che ritiene la sicurezza idraulica la base fondante per lo sviluppo di infrastrutture, comparti produttivi e, in generale, dell’economia di un territorio.

Lo stanziamento delle risorse economiche previste dalla legge 205/2017, terminate con la fine del 2024 e necessarie al Delta del Po, ma anche a tutta la provincia, per far fronte alle problematiche causate dall’abbassamento del suolo, tutt’ora in corso, derivante dalle estrazioni di gas metano avvenute nel secolo scorso, hanno garantito alla provincia un’assegnazione di oltre 10 milioni in sette anni che la Regione ha affidato ai Consorzi di bonifica, permettendo la progettazione e la realizzazione di interventi su manufatti di regolazione idraulica, di escavo, ricalibrazione e risezionamento di canali di bonifica, aumentando la sicurezza idraulica in tutti i comuni del Delta attraverso opere che possiamo toccare con mano muovendoci nel nostro territorio.

Chiediamo, dunque, il rifinanziamento dei fondi per il contrasto alla subsidenza e di abbandonare ogni ipotesi di riattivazione delle estrazioni di metano nel nostro territorio: la sicurezza idraulica, e dunque la serenità della popolaziona, necessitano tanto di grandi opere strategiche quanto di interventi mirati, puntuali, progettati e realizzati con continuità nel tempo.

 

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BOLLETTINO! BASSE PORTATE PER PO E ADIGE, IL DEFICIT DI NEVE IN MONTAGNA È ACQUA CHE MANCHERÀ IN PRIMAVERA

Idrovora di Ca' Giustinian, Porto Viro.
Idrovora di Ca’ Giustinian, Porto Viro.

Pur lontani dall’emergenza, i dati Arpav appena pubblicati da ANBI Veneto nel “Bollettino sulla disponibilità di risorsa idrica a dicembre” cominciano a presentare, anche per il Delta Del Po, elementi di attenzione per la stagione irrigua che si aprirà ad aprile.

Per il terzo mese consecutivo, infatti, dicembre ha segnato per il Veneto valori negativi dal punto di vista delle precipitazioni (-57% sulla media 1991-2020), aggravando una tendenza iniziata ad ottobre e proseguita a novembre con il -37% di piogge nei due mesi. La situazione è leggermente migliore nel Delta del Po dove i valori delle precipitazioni a dicembre non si sono discostati di molto dalla media del periodo pur con situazioni – vedi la parte meridionale, corrispondente all’Isola di Ariano – dove il deficit ha superato il 20%.

Le scarse piogge a monte e le nevicate minime in quota, si sono tradotte in portate sensibilmente più basse sui grandi fiumi: il livello medio del Po a Pontelagoscuro si attestava a dicembre al -23%, peggio l’Adige che a Boara Pisani segnava il -26%.

“L’attenzione va all’ingressione del cuneo salino anche se le portate, pur basse, sono attualmente sufficienti a contenerla – spiega il direttore del consorzio di bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti – oggi, a metà gennaio, il Po registra 850 mc/s e l’Adige 130 mc/s”.

“Preoccupa maggiormente il quadro generale – afferma Virginia Taschini, presidente del Consorzio – la scarsità delle nevicate registrate a dicembre in montagna ha penalizzato la costituzione di quella riserva d’acqua che in primavera contribuisce sensibilmente ad alimentare le portate dei fiumi.”

Sfoglia il Bollettino di ANBI Veneto sulla disponibilità di risorsa idrica nel mese di dicembre

 




INTERVENTI FSC PER 1,8 MILIONI DI EURO, AL VIA LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI IDROVORE E INFRASTRUTTURE IDRAULICHE

Il Consorzio di bonifica Delta del Po ha avviato gli accantieramenti per otto interventi di manutenzione straordinaria su impianti e infrastrutture idrauliche del comprensorio.

I lavori sono possibili grazie alle risorse stanziate con il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, a seguito dell’accordo siglato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal presidente del Veneto Luca Zaia nel novembre 2023.

Gli interventi sono suddivisi su due progettualità per un valore complessivo di 1.800.000, entrambe con finalità di sicurezza idraulica.

“Le risorse assegnate al Consorzio sono risorse date al territorio perché sostengono interventi a garanzia della sicurezza di aree agricole e centri abitati – spiega la presidente del Consorzio di bonifica Delta del Po Virginia Taschini – . Ricordo che la risorse derivanti dalla contribuenza ci consentono di svolgere la funzione ordinaria, gli sfalci e le piccole riparazioni, ma per interventi di manutenzione straordinaria, nuove opere, implementazione di impianti e infrastrutture sono necessarie significative risorse pubbliche.”

“Con l’anno nuovo si darà corso a un importante piano di manutenzione che si articola in particolare su interventi chirurgici ai cuori elettrici degli impianti, ma anche ad infrastrutture ammalorate dal tempo e ormai inadeguate – spiega il direttore del consorzio Rodolfo Laurenti.

La prima progettualità è stata finanziata con 1 milione di euro e si articola su 5 interventi per la “Messa in sicurezza e riordino idraulico della rete idraulica secondaria nel territorio compreso tra i fiumi Brenta e Po”. Tre di questi interventi riguardano il vasto territorio di Porto Viro. Sarà interamente ricostruito il manufatto “attraversamento Via Rusconi” lungo il canale Negrelli che consente di scaricare le acque nel canale Passatempo; l’opera sarà costituita da una tubazione larga 1,8 m e comprenderà nuovi presidi di sponda per garantirne la stabilità. Il secondo intervento riguarda l’impianto elettrico dell’idrovora Ca’ Giustinian con la revisione, su due elettropompe, delle valvole “clapet” e la sostituzione dei quadri elettrici. Il terzo riguarda il recupero delle funzionalità delle opere elettromeccaniche dell’idrovora Passatempo che solleva le acque del bacino Cavana per recapitarle nel Po di Levante. Gli altri due interventi riguardano l’idrovora di Rosolina, dove verrà revisionata la cabina di media tensione, realizzato un nuovo quadro elettrico e sostituiti due trasformatori, e l’idrovora Busiola a Sant’Anna di Chioggia, dove si interverrà sulla componente elettromeccanica delle paratoie del bacino, con parziale ricostruzione della muratura strutturale.

La seconda progettualità è stata finanziata con 800.000 euro e si articola su 3 interventi di “Adeguamento della rete secondaria, manufatti e ripresa franamenti del territorio del Delta del Po – 1° stralcio”. Due interventi riguardano il territorio di Porto Tolle dove verrà ripristinata la funzionalità idraulica di un tratto del canale Ca’ Zuliani, compromesso dalla subsidenza che ha modificato le quote di fondo alveo e comportato cedimenti spondali, e si interverrà sull’idrovora Boscolo nel bacino Camerini con il rifacimento della cabina e del quadro elettrico. Ad Ariano, si metterà mano al motore elettrico di una delle sette pompe dell’idrovora Goro che sarà revisionata e riparata in alcuni suoi componenti fondamentali.

Taglio di Po, 10 dicembre 2025

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