CUNEO SALINO ALLA FOCE DELL’ADIGE, IL CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO CHIUDE LE DERIVAZIONI
Dopo il Po, anche l’Adige. Il Consorzio di Bonifica Delta del Po comunica che la siccità si sta ormai manifestando in tutta la sua gravità anche alla foce dell’Adige con livelli di portata del fiume eccezionalmente bassi e la massiccia risalita del cuneo salino.
In queste ore, infatti, il misuratore di Boara Pisani si attesta intorno ai 50 m³/s, ben 30 m³/s in meno rispetto agli 80 sotto i quali la barriera antisale tra Chioggia e Rosolina (nella foto, in un’immagine di repertorio) perde di efficacia. Anche qui, come nel Po a fine giugno, il crollo di portata è stato repentino.
![Foce dell'Adige [IMMAGINE DI REPERTORIO]](https://www.bonificadeltadelpo.it/app/uploads/2026/07/barriera-antisale-sullAdige-agosto-2024--640x480.jpg)
La crisi dell’Adige colpisce un territorio vocato a coltivazioni di grande pregio, prevalentemente orticole, per le quali la disponibilità di risorsa rappresenta un’esigenza vitale immediata. Ora non resta che sperare nelle precipitazioni previste sull’arco alpino; resta però forte la consapevolezza di come la progressiva scomparsa dei ghiacciai abbia privato irrimediabilmente i fiumi di quella costante alimentazione di risorsa durante i mesi estivi.
Le prossime ore consentiranno di capire in che misura le piogge avranno effetti anche sul fiume Po, in un contesto di sofferenza per le colture che si aggrava di giorno in giorno. Nella mattinata odierna, la portata registrata al misuratore di Pontelagoscuro si attesta sempre ben al di sotto 300 metri cubi al secondo, lontana dai fatidici 450 mc/s che consentono il funzionamento delle barriere antisale sul Po di Donzella e sul Po di Tolle. Con un cuneo salino risalito a oltre 20 km nell’entroterra molte derivazioni irrigue sono chiuse da giorni.
ASSEMBLEA NAZIONALE ANBI, TASCHINI: “QUANDO LA DISPONIBILITÀ DI ACQUA NON È GARANTITA LA COESIONE SOCIALE È A RISCHIO”

“Le piogge che stanno scendendo in queste ore nel nord Italia non devono illuderci. Sebbene le portate di Po e Adige si stiano un po’ riprendendo, la mancanza di nevi e ghiacciai è una realtà con la quale dobbiamo fare i conti per tutto il resto della stagione irrigua. Senza infrastrutture sarà impossibile adattarci al cambiamento climatico. Per questo motivo, con una crisi idrica di cui non vediamo la fine, per il Consorzio di Bonifica Delta del Po è fondamentale essere qui a Roma per l’Assemblea Nazionale di ANBI.” Ad affermarlo è Virginia Taschini, presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, ai margini dell’assemblea dei consorzi di bonifica tenutasi a Roma l’1 e il 2 luglio 2026.
“Dobbiamo far sentire la nostra voce alle istituzioni e confrontarci con i consorzi italiani che condividono difficoltà pur diverse ma sempre legate alla mancanza di risorsa – spiega Taschini – . Essendo un territorio di foce, noi subiamo l’impatto di tutto ciò che accade a monte ed è per questo che serve una solidarietà di bacino reale. Ma la solidarietà, nei giorni di crisi, non esiste: abbiamo l’esigenza urgente di risorse certe e veloci per le infrastrutture necessarie ad adattare il territorio a un cambiamento climatico ormai strutturale.
Dove i fondi mancano, la terra è in sofferenza. Nel nostro territorio, l’esempio è evidente: l’Isola di Ariano sta, in buona parte, fronteggiando la crisi grazie a stanziamenti pubblici che il Consorzio ha prontamente tradotto in opere. Analoghi progetti per Porto Tolle sono ancora in attesa di finanziamenti e il territorio sta soffrendo maggiormente la crisi. Non possiamo accettare che vi siano territori di serie A e territori di serie B. La coesione sociale passa anche dalla disponibilità di acqua. Nessun territorio deve essere lasciato indietro, ed è questo l’impegno che continuerò a portare avanti con forza. Ne abbiamo parlato pochi giorni fa il Commissario Nazionale all’emergenza idrica Fabio Ciciliano e lo ribadiamo qui a Roma.”
IL CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO INCONTRA IL COMMISSARIO ALL’EMERGENZA IDRICA CICILIANO

I rappresentanti del Consorzio di bonifica Delta del Po si sono confrontati questa mattina, venerdì 26 giugno 2026, a Crespino, in provincia di Rovigo, con il Commissario nazionale per l’emergenza idrica, Fabio Ciciliano, in un incontro al quale hanno partecipato anche la Regione del Veneto, Anbi Veneto, il Consorzio Adige Po, Coldiretti e Acque Venete. Al tavolo il Consorzio era rappresentato dalla presidente Virginia Taschini e dal direttore Rodolfo Laurenti.
«Abbiamo illustrato al commissario la situazione di forte crisi che il Delta del Po sta attraversando in questi giorni. Attualmente la portata è scesa a 260 metri cubi al secondo e numerose derivazioni sono state chiuse in tutti i rami del fiume, con l’acqua salata che sale fino a 20 chilometri», ha dichiarato la presidente Virginia Taschini. «Abbiamo spiegato al commissario che, senza una concreta presa di coscienza della situazione da parte degli enti che si trovano ad operare su tutta l’asta del fiume, a noi non rimangono neanche le briciole. Abbiamo inoltre evidenziato la necessità di intervenire con infrastrutture e, nel caso specifico, avevamo chiesto di sostenere le tre progettualità di efficientamento irriguo che il Consorzio ha pronte e che consentirebbero di fornire un forte supporto al territorio di Porto Tolle; si tratta di tre progettualità da 18 milioni di euro. Se le risorse arrivassero velocemente, saremmo in grado di completare i lavori già per il 2028».

COSÌ IL DELTA DEL PO REAGISCE ALLA CRISI IDRICA GRAZIE AGLI INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO IRRIGUO REALIZZATI DAL CONSORZIO DI BONIFICA
Nell’Isola di Ariano gli interventi realizzati dal Consorzio di Bonifica Delta del Po sul Canale Veneto rappresentano la svolta contro il cuneo salino. E ora si cercano i finanziamenti per intervenire su Porto Tolle.

Laddove lo Stato mette le risorse, il territorio resiste. È questo il dato che emerge nel Delta del Po: nei territori in cui il Consorzio di Bonifica ha avuto i finanziamenti pubblici per realizzare nuove infrastrutture, l’irrigazione prosegue nonostante la crisi idrica.
Senza le opere di adattamento climatico ultimate nell’ultimo biennio, le conseguenze del cuneo salino sarebbero ben più gravi di quelle registrate ad oggi, con la portata del Po scesa a 300 mc/s (misuratore di Pontelagoscuro), 12 km di mare risalito nell’entroterra e derivazioni costrette alla chiusura.
Il modello dell’Isola di Ariano
Il caso più evidente è nell’Isola di Ariano, un territorio di 16.000 ettari – due quinti del Delta Del Po, che si estende su 40.000 ettari – dove negli ultimi due anni l’ente consortile, grazie a risorse PNRR e PSRN, ha potuto mettere mano al vasto sistema del Canale Veneto. L’opera, che con i suoi 29,3 km di lunghezza rappresenta la principale dorsale di bonifica e scolo del territorio, è stata trasformata in un grande bacino per lo stoccaggio e la ridistribuzione della risorsa irrigua.
Attraverso tre grandi progettualità, il canale è stato infatti risezionato nei primi 5 km per aumentarne la capacità di invaso ed è stato dotato di tre impianti di pompaggio che reimmettono nella rete irrigua, completamente ripristinata, acqua dolce di bonifica. Il principale di questi impianti, la centrale Goro, completata nella primavera del 2025, sta consentendo l’attività irrigua anche nella zona più meridionale dell’Isola di Ariano, particolarmente vulnerabile all’ingressione salina, ripristinando dopo anni di cessata attività una risaia.
Investire in infrastrutture per adattare il territorio
Tra i grandi interventi per adattare il territorio al cambiamento climatico figurano il completamento del bacino di Volta Vaccari, in grado di trattenere fino a un milione di metri cubi d’acqua dolce, e l’adeguamento a fini di invaso di un tratto del Collettore Padano Polesano nel territorio di Porto Viro. La strada, insomma, è ben delineata: ampliare la capacità di trattenere risorsa della rete di scolo e impianti di pompaggio per reimmettere acqua dolce nella rete irrigua.
Sulla scorta di questi risultati, a inizio anno il Consorzio ha candidato alla seconda tranche del PNIISSI, il Piano Nazionale per le Infrastrutture Idriche Strategiche, un analogo intervento nel territorio comunale di Porto Tolle; si tratta di una progettualità strutturata in tre stralci, per un valore complessivo di 15 milioni di euro.
Dichiarazioni
“Il Consorzio di Bonifica ha dimostrato con opere puntuali di avere tutte le competenze per adattare il Delta del Po al cambiamento climatico; servono però risorse pubbliche, senza le quali i progetti sono destinati a rimanere sulla carta mentre il territorio rischia la desertificazione”, spiega Virginia Taschini, presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po.
Rodolfo Laurenti, direttore del Consorzio, aggiunge: “L’aumento della capacità di invaso è parte di una strategia più ampia che prevede altre due linee di azione: dotare il territorio con innovativi sbarramenti mobili anti sale e supportare l’agricoltura con tecnologie di intelligenza artificiale di analisi e consiglio irriguo esperto per monitorare e gestire in tempo reale la risorsa in base alle contingenze”.
IL CONSORZIO IN ASSETTO EMERGENZIALE PER FRONTEGGIARE LA CRISI IDRICA
Per far fronte alla crisi idrica in corso, il Consorzio di Bonifica Delta del Po sta gestendo la situazione attraverso manovre d’emergenza, bacinizzando il più possibile acqua dolce nei canali e rallentando l’attività delle idrovore. Con riferimento specifico all’Isola di Ariano e al sistema del Canale Veneto, l’ente consortile sta immettendo nel circuito irriguo l’acqua di bonifica grazie ai nuovi impianti realizzati negli ultimi due anni con fondi ministeriali.
Si tratta di una strategia che riconferma l’efficacia degli investimenti tradotti in opere concrete per il territorio: un successo che dimostra come queste progettualità di riconversione e bacinizzazione debbano assolutamente proseguire.
A tal proposito, diventa fondamentale che tali interventi vengano sostenuti da risorse ministeriali adeguate, specialmente perché la stagione irrigua e la salute dell’ambiente dipenderanno ormai unicamente dall’andamento delle precipitazioni e dalle temperature, vista la totale mancanza di neve in alta quota e la conclamata riduzione dei ghiacciai.
L’urgenza di questi finanziamenti è testimoniata dai dati impietosi della criticità idrica attuale, che ha già costretto il Consorzio a chiudere diverse derivazioni irrigue per proteggere i terreni dalla contaminazione salina.
Ciò che colpisce di questa crisi è proprio la velocità con cui la portata del Po sta diminuendo: se nella prima decade di giugno la portata a Pontelagoscuro superava abbondantemente i 1.000 metri cubi al secondo, un valore ben sopra la soglia di sicurezza, si è poi assistito a un crollo verticale, con cali superiori ai 100 metri cubi al secondo nell’arco di sole 48 ore.
Il fiume è così sceso a 440 metri cubi il 16 giugno, lasciando via libera al cuneo salino che si attiva sotto la soglia dei 450 metri cubi al secondo.
Nei giorni successivi la situazione è precipitata ulteriormente, toccando i 390 metri cubi al secondo il 17 giugno e i 350 metri cubi il 18 giugno.
In data odierna, venerdì 19 giugno, alle ore 12.00, la portata si attesta a 324 mc/s, ed è in continua diminuzione. Al momento il cuneo salino è risalito di ben 12 chilometri nell’entroterra del Delta del Po, 2 km in più rispetto a ieri.





