SUBSIDENZA: IL TERRITORIO NON PUO’ ESSERE LASCIATO SOLO. “SERVONO RISORSE STRUTTURALI PER UN DANNO CHE PESA ANCORA OGGI”

«La subsidenza non è un problema tecnico: è un problema sociale, economico e umano che ricade tutto sui cittadini; è un fenomeno dove le responsabilità del passato e le cause naturali si sommano alle sfide del clima che cambia e ai costi crescenti per la sicurezza idraulica. L’assenza di fondi non cancella il problema: i costi, ancora una volta, sono ricaduti sui cittadini. È quindi indispensabile procedere al rifinanziamento della legge sulla Subsidenza, prevedendo uno stanziamento strutturale e continuativo a copertura di un danno permanente che trae origine dalle estrazioni».

Con questa dichiarazione di Virginia Taschini, Presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, si è aperto il convegno “Subsidenza, vietato dimenticare”, svoltosi giovedì 30 aprile 2026 presso il Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin, a Taglio di Po  (Ro). L’evento ha riunito i vertici della bonifica e della politica in un luogo simbolo, un tempo impianto idrovoro, poi dismesso proprio a causa del dissesto idrogeologico causato dalle estrazioni di gas metano, e oggi custode della memoria di un territorio che vive in un fragile equilibrio tra natura ed esigenze dell’uomo: abitative e produttive.

Durante i lavori a Ca’ Vendramin, i dati tecnici illustrati dai professori Francesco Musco (IUAV) e Jaroslav Mysiak (CMCC) hanno ricordato la gravità della situazione: il Polesine ha garantito il 40% della produzione nazionale di gas negli anni ’60, subendo in cambio uno sprofondamento che ha toccato i 3,5 metri (Musco), a gravare su un territorio che sprofonda è anche la crisi climatica che sta comportando un innalzamento del livello del mare (Mysiak).

Le istituzioni.

L’istanza del Consorzio ha trovato immediata sponda istituzionale nei primi interventi della giornata. Il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, intervenuto in video collegamento, ha sottolineato la necessità di una protezione “a 360 gradi” per il Polesine: «Abbiamo scelto di costruire una filiera inter-istituzionale che possa creare una sinergia a livello locale, regionale, nazionale ed europeo in grado di obbligare tutti i rappresentanti a una risposta univoca».

Il confronto con i rappresentanti parlamentari ha fatto emergere una convergenza fondamentale. Piergiorgio Cortelazzo (Vicepresidente VIII Commissione Camera) e Luca De Carlo (Presidente Commissione Agricoltura Senato) hanno concordato sulla necessità di rifinanziare la legge sulla subsidenza (la n. 205 del 2017, i cui fondi si sono esauriti proprio nel 2024).

L’impegno assunto è quello di lavorare affinché la prossima legge di bilancio preveda le risorse necessarie per la manutenzione di un territorio reso fragile dall’opera umana.

L’Europarlamentare Flavio Tosi ha evidenziato la necessità di un coordinamento con la Croazia affinché le estrazioni in Adriatico che questo Paese sta operando non si riverberino con criticità sulla costa italiana.

Il senatore polesano Bartolomeo Amidei nel rivendicare il proprio attivismo nella richiesta di finanziamenti ha espresso chiaramente la sua contrarietà a ogni ipotesi di riavvio delle estrazioni.

 

I rappresentanti della Bonifica.

Francesco Vincenzi, Presidente Nazionale di ANBI, ha richiamato lo Stato alle proprie responsabilità: «Il Polesine può essere un modello economico per altri territori, ma dobbiamo darci delle priorità. L’obiettivo di oggi era evidenziare la problematica della subsidenza alla luce delle risorse della prossima legge finanziaria».

Roberto Branco, presidente del Consorzio di Bonifica Adige Po ha affermato: “Il Polesine ogni giorno paga il prezzo di scelte fatte nel passato: la subsidenza ha reso questo territorio più fragile e più costoso da difendere. Qui si spendono milioni di euro solo per garantire sicurezza ai cittadini e alle imprese. Per questo chiediamo che lo Stato riconosca questo problema come una responsabilità nazionale, perché il Polesine non può essere lasciato solo a sostenere questo peso.”

Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, ha posto l’accento sull’importanza di governare i processi al di là delle logiche di emergenza: «anche se estraessimo ogni singola molecola di gas sotto i nostri piedi, le problematiche di carattere energetico del nostro Paese sarebbero lontane anni luce dall’essere risolte”.

L’evento è stato impreziosito dal contributo dell’attore Marco Paolini che ha ricordato come la tutela del Paesaggio sia prevista dalla Costituzione all’articolo 9.

Sono intervenuti inoltre: Franca Tancredi, Prefetto di Rovigo; Layla Marangoni, Sindaco del Comune di Taglio di Po; Moreno Gasparini, Presidente del Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po; i rappresentanti delle categorie agricole Coldiretti, Cia e Confagricoltura; Giovanni Boscolo Moretto, Componente di Giunta della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, Massimo Gargano, direttore generale di ANBI; Silvio Parizzi, Direttore di ANBI Veneto. Il convegno è stato moderato dal direttore de L’Informatore Agrario Antonio Boschetti.

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LA STAGIONE IRRIGUA PARTE SOTTO IL SEGNO DELL’EMERGENZA, L’ADIGE È GIÀ SOTTO LA SOGLIA CRITICA

Taglio di Po (Ro), 31 marzo 2026 – La stagione irrigua nel Delta del Po prende il via con il piede sbagliato e in una situazione di allarme idrico. Nella giornata odierna, 31 marzo, la portata dell’Adige rilevata a Boara Pisani segna infatti i 79 metri cubi al secondo, scivolando pericolosamente sotto la soglia critica degli 80. Si tratta di un limite invalicabile oltre il quale persino le paratoie anti sale non sono in grado di arrestare la risalita del cuneo salino, minacciando direttamente la qualità dell’acqua destinata ai campi, soprattutto nelle zona di Sant’Anna di Chioggia e Rosolina.

L’allarme è lanciato dal Consorzio di Bonifica Delta del Po, che proprio in queste ore sta ultimando il montaggio della barriera anti sale alla foce dell’Adige. Quest’anno, l’operazione di ripristino invernale è risultata particolarmente onerosa e complessa; nella scorsa stagione irrigua, la forza della corrente aveva trascinato a valle trochi e grossi rami che hanno staccato e reso inutilizzabili alcuni flap della struttura. Per riparare i danni e garantire la funzionalità dell’impianto, il Consorzio ha dovuto sostenere una spesa straordinaria di 80.000 euro.

Nonostante l’impegno economico e tecnico, l’ente sottolinea come in circostanze così critiche dal punto di vista idrico questi interventi rischino di non essere sufficienti. Se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione che comincia ufficialmente il 1. aprile si preannuncia come una delle più complicate degli ultimi anni, con lo spettro della siccità e della salinizzazione che incombe sul comparto agricolo del Delta già dalle prime ore di attività.

 




CHIOGGIA: IL CONSORZIO INCONTRA LE ASSOCIAZIONI AGRICOLE A SANT’ANNA IN PREVISIONE DELL’AVVIO DELLA STAGIONE IRRIGUA

Focus su manutenzioni, gestione del cuneo salino e cambiamenti climatici. L’incontro presso l’idrovora Busiola. La presidente Taschini: “Agricoltori vere sentinelle del territorio”

Si è tenuto nella mattinata di mercoledì 26 marzo 2026, presso gli uffici dell’impianto idrovoro Busiola a Sant’Anna di Chioggia (Ve), un incontro tecnico tra il Consorzio di Bonifica Delta del Po e le associazioni agricole del territorio. L’appuntamento ha avuto l’obiettivo di illustrare progettualità, prossimi interventi e ascoltare le esigenze di un’area agricola di grande pregio.

La vasta località di Sant’Anna, situata tra le foci dei fiumi Brenta e Adige, rappresenta l’unità territoriale più settentrionale del Consorzio nonché l’unica area situata in provincia di Venezia, e costituisce una porzione strategica del comune di Chioggia. È una terra vocata all’orticoltura d’eccellenza, dove i terreni sabbiosi ospitano coltivazioni rinomate come il radicchio. Proprio qui sorge l’idrovora Busiola, uno dei manufatti idraulici più grandi del Consorzio, dotato di un impianto irriguo fondamentale per il sostentamento delle colture locali.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura, a testimonianza della rilevanza dei temi trattati. Con l’arrivo di aprile, infatti, la stagione irrigua entra nel vivo, sebbene in quest’area l’attività non si fermi mai del tutto, proseguendo in parte anche durante l’inverno per supportare i cicli del radicchio.

La presidente del Consorzio, Virginia Taschini, ha sottolineato il valore della mattinata: “Il rapporto diretto con chi vive e lavora la terra è essenziale. Solo attraverso l’ascolto e il confronto costante con gli agricoltori, vere sentinelle del territorio, possiamo individuare tempestivamente le criticità e studiare soluzioni che siano davvero efficaci e condivise”.

Il confronto ha toccato le grandi sfide che l’agricoltura deve affrontare: cambiamenti climatici, risalita del cuneo salino e impatto dei costi energetici sulla gestione degli impianti. Oltre alle emergenze, il focus è stato posto sulla programmazione, per arrivare alla definizione di un calendario operativo condiviso per ottimizzare l’uso della risorsa idrica.

Il direttore del Consorzio, Rodolfo Laurenti, ha esposto nel dettaglio il piano delle manutenzioni: “Abbiamo pianificato interventi mirati sia sulla rete dei canali che sugli impianti, basandoci sulle priorità emerse dal monitoraggio costante effettuato nell’ultimo anno. L’obiettivo è garantire la massima efficienza idraulica proprio ora che la domanda di acqua da parte delle aziende aumenta”.

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ROSOLINA: CONDOTTO SOTTO LA SP45 PER LA SICUREZZA IDRAULICA DI UN’AREA AGRICOLA A RIDOSSO DEL VILLAGGIO NORGE

Il Consorzio di Bonifica Delta del Po prosegue la propria attività di presidio capillare sul territorio con un nuovo e mirato intervento di efficientamento idraulico nel Comune di Rosolina. L’operazione si è resa necessaria per risolvere le criticità di un’area agricola e residenziale, in prossimità del villaggio Norge, caratterizzata da croniche difficoltà nello scolo delle acque meteoriche. Per garantire la salvaguardia di tre ettari di terreno l’ente ha realizzato nei giorni scorsi una nuova condotta sotterranea lunga 27 metri, che sottopassa la Strada Provinciale 45, progettata per accelerare il deflusso dai fossi privati verso il canale consortile Fenilone. L’opera sfrutta un dislivello di 50 centimetri tra la campagna soccorsa e il ricettore finale, il cui sgrondo è garantito dal funzionamento da un’idrovora consortile sul Po di Levante.

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Si è trattato di un intervento di precisione, quasi chirurgico, eseguito con un impatto ambientale e logistico pari a zero. Dal punto di vista tecnico, l’operazione si è distinta per l’utilizzo della trivellazione orizzontale controllata (TOC), una tecnologia d’avanguardia che ha permesso di posare una tubazione del diametro di 40 centimetri che sottopassa la Provinciale senza procedere a scavi a cielo aperto. Questa scelta metodologica è stata fondamentale per evitare qualsiasi interruzione o disagio alla circolazione lungo l’arteria che collega Rosolina a Loreo, preservando intatto il manto stradale. L’investimento di 15.000 euro, risorse direttamente stanziate dal Consorzio, testimonia una strategia operativa che affianca alle grandi infrastrutture una miriade di micro-interventi localizzati, fondamentali per la tenuta idrogeologica del bacino del Po.

Sull’importanza dell’opera è intervenuta la presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini: “Il Delta del Po ha necessità di decine di interventi come questo, piccoli e molto focalizzati su aree circoscritte, poiché la sicurezza del territorio non passa solo dalle grandi opere, pur essenziali. Questi interventi nascono dalla collaborazione costante con i cittadini e con le amministrazioni comunali e sono sostenuti direttamente dal Consorzio. Confermiamo così il nostro ruolo di istituzione di prossimità, capace di dare risposte concrete alle esigenze specifiche delle comunità locali e di garantire la resilienza del suolo”.

Taglio di Po, 17 marzo 2026




LA GRANDE BELLEZZA: CA’ VENDRAMIN SI ILLUMINA COL TRICOLORE NELLA NOTTE DELLA BONIFICA

Sono diventate virali nel web, finendo nelle pagine dei quotidiani, le splendide immagini del Museo regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po (Ro), illuminato col Tricolore la notte del 12 marzo. Il Delta Del Po, attraverso il suo Consorzio di Bonifica, ha aderito nel migliore dei modi all’iniziativa nazionale “La notte delle idrovore Tricolori”, promossa dall’associazione del comparto ANBI per chiedere alla Politica attenzione e misure concrete per il governo dell’acqua in epoca di cambiamenti climatici, temi che per il Consorzio avente sede a Taglio di Po (Ro) si declinano in contrasto alla subsidenza e al cuneo salino, supporto per gli elevati costi energetici, per la manutenzione quotidiana e straordinaria.

“Il Delta del Po si unisce idealmente a tutti i Consorzi d’Italia in un’azione spettacolare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto – afferma la presidente del Consorzio Virginia Taschini, che precisa – non ci sarà un aumento di consumi per l’ente poiché Ca’ Vendramin è già abitualmente illuminata; inoltre, grazie agli interventi PNRR completati la scorsa estate, l’impianto è stato dotato di illuminazione a basso consumo, confermando l’impegno dell’ente verso l’efficienza energetica.”

Complessivamente sono 19 i grandi impianti idraulici veneti, tra idrovore, centrali e sedi consortili dei Consorzi di Bonifica, che si sono accesi con i colori della bandiera italiana. Si tratta di un gesto simbolico che porta con sé un messaggio politico e sociale di grande urgenza: proteggere la terra è una priorità che richiede investimenti certi e una visione di lungo periodo.  L’iniziativa, poiché interessa impianti già dotati di illuminazione notturna, non comporta un aumento dei consumi energetici.

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“La gestione della sicurezza idraulica, dell’irrigazione degli ambienti d’acqua rappresentano i pilastri invisibili su cui poggia l’intero sistema economico del Veneto, con un valore della sola produzione agricola che supera gli 8 miliardi di euro, per il 90% legata alla disponibilità di acqua – afferma il presidente di ANBI Veneto Alex Vantini – . Tuttavia, oggi gli Enti di bonifica si trovano ad affrontare una tempesta perfetta stretti tra cambiamenti climatici, consumo del suolo e imprevisti come l’impennata dei costi energetici di questi giorni, esacerbati dalla crisi in Medio Oriente.”

Per rispondere a un cambiamento climatico, il Veneto è pronto con una strategia infrastrutturale massiccia. A inizio anno i consorzi, coordinati da ANBI Veneto hanno candidato 44 progetti per un valore complessivo di 561 milioni di euro alla seconda tranche del PNIISSII, il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali per la Sicurezza del Settore Idrico. Di questi interventi, 15 progettualità riguardano specificamente la realizzazione di nuovi invasi e sistemi per trattenere la risorsa idrica.

Per Silvio Parizzi, direttore di ANBI Veneto: “Accendere il Tricolore significa ricordare che sicurezza e gestione idrogeologica non sono costi, bensì investimenti sulla vita e sull’economia del Paese”.

Taglio di Po (Ro), 13 marzo 2026




LA CRISI IN MEDIO ORIENTE RENDE LA SICUREZZA IDRAULICA DEL DELTA DEL PO ANCORA PIÙ COSTOSA SOTTRAENDO RISORSE ALLE OPERATIVITÀ DEL CONSORZIO DI BONIFICA

Gli effetti del conflitto in Medio Oriente si ripercuotono anche sulla sicurezza del Delta del Po. Quella che appare come una crisi distante ha effetti concreti sulle operatività del Consorzio di Bonifica che attraverso 41 idrovore rappresenta il principale baluardo contro il rischio di allagamento di un territorio soggiacente al mare anche di 4 metri.

L’escalation bellica sta stravolgendo ogni previsione di un bilancio consortile di 9 milioni di euro che prevedeva di impegnare circa 2,5 milioni per la spesa energetica. Fino ai giorni immediatamente precedenti l’inizio del conflitto, l’ente pagava circa 100 € al megawattora.

A partire dal 4 marzo, la cifra media è salita a 150 €/MWh, segnando un incremento netto del 50%. Questa mattina, il picco: 217 €/MWh, un dato che ha messo in stato di massima allerta i tecnici del Consorzio. Stando alle proiezioni, da qui a dicembre, l’ente che, oltre alle idrovore, gestisce anche una trentina di impianti irrigui, si troverà a pagare ben 283.000 euro in più rispetto a quanto previsto a inizio anno.

Il quadro elettrico di un impianto e, sullo sfondo, il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti
Il quadro elettrico di un impianto e, sullo sfondo, il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti

La presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini, esprime forte preoccupazione: “Sappiamo che i costi energetici aumentano velocemente e calano lentamente. Con un aggravio imprevisto di 283.000 euro saremo costretti a sottrarre queste risorse all’operatività. Sono risorse versate dai cittadini contribuenti che dal 2025 devono farsi carico anche dei costi per rimediare ai danni da subsidenza pari a 400.000 euro l’anno, precedentemente coperti dallo Stato. Rendiamo pubblici questi dati per far comprendere le difficoltà, spesso imprevedibili, con cui combattiamo ogni giorno”.

A tal proposito, il Consorzio aderisce all’evento nazionale promosso da ANBI “Idrovore Tricolori”: la notte di giovedì 12 marzo la consueta illuminazione dell’ex Idrovora di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po, sarà sostituita dalle luci della bandiera italiana. “Il Delta del Po si unisce idealmente a tutti i Consorzi d’Italia in un’azione spettacolare per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del comparto – afferma la presidente Taschini, che precisa – non ci sarà un aumento di consumi per l’ente poiché Ca’ Vendramin è già abitualmente illuminata; inoltre, grazie agli interventi PNRR completati la scorsa estate, l’impianto è stato dotato di illuminazione a basso consumo, confermando l’impegno dell’ente verso l’efficienza energetica.”

Taglio di Po, 9 marzo 2026