IL PO VERSO I 200 MC/S PORTO TOLLE AL COLLASSO MA INIZIANO I RACCOLTI

Con 206 mc/s registrati a Pontelagoscuro, la portata del fiume Po ha registrato ieri pomeriggio il livello più basso – per quanto riguarda il tratto alla foce – di quest’estate da incubo. Dopo una parziale ripresa nella notte, il livello è tornato a scendere e punta decisamente sotto la soglia psicologica dei 200 mc/s.

Il cuneo salino circonda ora l’unità territoriale di Porto Tolle costringendo il Consorzio di Bonifica Delta del Po a chiudere tutte le derivazioni irrigue. L’Osservatorio permanente del fiume Po, riunitosi questa mattina, non ha potuto far altro che prendere atto della situazione, che è ancora più grave rispetto alla settimana scorsa quando il livello di severità era stato elevato al massimo. Qualche beneficio potrebbe derivare dalle precipitazioni sull’arco alpino, ma con gli invasi idroelettrici scarichi e i prelievi a monte ridotti, le portate attuali sono sostenute solo dalle restituzioni dei sistemi irrigui. Questo non basta a dar respiro al Polesine e al Delta, la cui linea di costa si è virtualmente ritirata di almeno 20 km nell’entroterra dai primi di giorni di luglio.

“Dopo la grande siccità del 2022, stiamo di nuovo assistendo al collasso del territorio – afferma il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po Rodolfo Laurenti –. Porto Tolle e Polesine Camerini sono isole in mezzo a un mare che ormai lambisce Taglio di Po e Porto Viro.”

“In una crisi entrata nel vivo già sul finire della primavera, l’agricoltura è sopravvissuta per le misure emergenziali intraprese dal Consorzio di Bonifica – spiega la presidente Virginia Taschini – . Il nostro personale, grazie all’esperienza e alla conoscenza capillare del territorio, ha svolto un lavoro chirurgico nel gestire i livelli di risorsa attraverso bypass, motopompe e turnazioni serrate. Attraverso queste misure anche a Porto Tolle si è portato a compimento il ciclo di maturazione delle piante; in questi giorni gli agricoltori avviano la fase dei raccolti e potranno quantificare le rese e, dunque, la redditività.”

“Ora l’attenzione è concentrata sulle risaie – conclude la presidente -, con il riso che non è ancora arrivato a maturazione e dovrà pertanto far affidamento sulla pochissima acqua in circolazione nella rete consortile, nella speranza di piogge che però al momento non si vedono”.

Porto Tolle, località Ex-Valli, effetti del sale nei terreni agricoli
Porto Tolle, località Ex-Valli, effetti del sale nel terreno




CRISI IDRICA, ASSEMBLEA STRAORDINARIA: IL CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO RIUNISCE SINDACI E AGRICOLTORI

Si è tenuta questa mattina, a Taglio di Po (Ro), presso la sede del Consorzio di Bonifica Delta del Po, l’assemblea straordinaria del Consorzio di Bonifica aperta agli agricoltori, alle associazioni di categoria e agli amministratori comunali per fare il punto sulla crisi idrica in corso.

“Da settimane siamo quotidianamente in contatto con sindaci e agricoltori per rispondere puntualmente alle innumerevoli criticità, la riunione di oggi nasce dalla volontà di un confronto generale con tutti i rappresentanti istituzionali e il comparto agricolo per una condivisione di quanto è stato fatto e quanto sarà da fare – ha spiegato la presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po Virginia Taschini. – È fondamentale fare squadra su ogni tavolo istituzionale, negli ambiti regionali e nazionali, per ribadire che le progettualità del Consorzio vanno a beneficio di tutto il Delta del Po e pertanto il loro finanziamento assume un valore esistenziale per tutto il territorio.”
La situazione attuale, solo minimamente e temporaneamente mitigata dalle recenti precipitazioni, è tornata a destare forte preoccupazione. I dati odierni mostrano livelli idrometrici in calo: il fiume Adige segna una portata di soli 70 m³/s al misuratore di Boara Pisani, mentre il fiume Po è sceso sotto i 380 m³/s a Pontelagoscuro. Valori così bassi aprono nuovamente la strada alla risalita del cuneo salino, che torna a minacciare i campi dopo pochi giorni di tregua, aggravando il quadro generale di un territorio già strutturalmente segnato dalla subsidenza.
Nel ripercorrere i fattori critici dell’ultimo periodo, la presidente Virginia Taschini e il direttore Rodolfo Laurenti hanno ricordato la pronta reazione ai furti di rame che in primavera avevano colpito diversi impianti idrovori e di pompaggio, tempestivamente riparati poiché snodi essenziali per la tenuta idraulica. L’emergenza idrica complessiva, pur essendo attesa a causa della scarsità delle nevicate invernali e della scomparsa dei ghiacciai, ha stupito per la rapidità con cui si è conclamata a giugno con l’aumento anomalo delle temperature e i correlati massicci prelievi d’acqua effettuati a monte.
Sullo sfondo emerge la grave assenza di una strategia condivisa tra le regioni del Nord Italia. In mancanza di una reale solidarietà nei momenti di crisi, chi dispone di risorse idriche tende a trattenerle a scapito dei territori di foce. Il Delta chiede la garanzia di portate minime pari a 80 m³/s per l’Adige e 450 m³/s per il Po, una tutela che attualmente manca e che riduce la disponibilità idrica locale alle ultime gocce dopo tutti i prelievi a monte. Ciononostante, grazie a un monitoraggio giorno per giorno, al lavoro quotidiano a fianco degli agricoltori, alla tempestività degli interventi e a una grande flessibilità nell’azione sul campo, il Consorzio continua a far fronte alla situazione.
Tuttavia, gli interventi in emergenza comportano costi straordinari enormi, tra personale, carburante e interconnessioni dei sistemi. In queste settimane di crisi, il solo funzionamento continuo di 5 motopompe di emergenza arriva a superare i 100.000 euro. Si tratta di oneri economici che gravano sui consorziati e che potrebbero essere evitati attraverso infrastrutture stabili non più procrastinabili di fronte al cambiamento climatico.
Tra le priorità indicate dal direttore del Consorzio di Bonifica Rodolfo Laurenti figurano lo snellimento delle procedure burocratiche per velocizzare la barriera antisale sull’Adige e il reperimento delle risorse per la realizzazione della nuova barriera sul Po di Pila.
A dimostrazione di come la pianificazione possa offrire soluzioni definitive il direttore ha evidenziato i progetti strategici pronti ma non ancora finanziati per il territorio di Porto Tolle, nei bacini di Ex Valli, Giarette-Bonelli e Paltanara, oltre alla proposta di riutilizzare una condotta dismessa di Acque Venete nel comune di Porto Viro per la captazione e il recupero di acqua dolce a uso irriguo.
La stagione irrigua è in pieno svolgimento: è prioritario portare a termine i raccolti attuali, tutelare le seconde semine e programmare le successive colture autunno-vernine. Anche in ragione di un cambiamento climatico irreversibile, l’impegno deve estendersi con forza negli ambiti istituzionali, stringendo un’alleanza salda con i sindaci e il comparto agricolo per far valere le ragioni del Delta del Po in tutte le sedi opportune.

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CUNEO SALINO ALLA FOCE DELL’ADIGE, IL CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO CHIUDE LE DERIVAZIONI

Dopo il Po, anche l’Adige. Il Consorzio di Bonifica Delta del Po comunica che la siccità si sta ormai manifestando in tutta la sua gravità anche alla foce dell’Adige con livelli di portata del fiume eccezionalmente bassi e la massiccia risalita del cuneo salino.

In queste ore, infatti, il misuratore di Boara Pisani si attesta intorno ai 50 m³/s, ben 30 m³/s in meno rispetto agli 80 sotto i quali la barriera antisale tra Chioggia e Rosolina (nella foto, in un’immagine di repertorio) perde di efficacia. Anche qui, come nel Po a fine giugno, il crollo di portata è stato repentino.

Foce dell'Adige [IMMAGINE DI REPERTORIO]
Foce dell’Adige [IMMAGINE DI REPERTORIO]
Con i valori di salinità ormai ampiamente superiori alla soglia di tolleranza per l’irrigazione, l’ente consortile si è visto costretto a sospendere tutte le derivazioni e chiudere le prese irrigue alimentate direttamente dal fiume a servizio dei territori di Rosolina e Sant’Anna di Chioggia. La decisione è stata comunicata alle organizzazioni agricole e agli enti interessati a partire dalla Regione del Veneto.

La crisi dell’Adige colpisce un territorio vocato a coltivazioni di grande pregio, prevalentemente orticole, per le quali la disponibilità di risorsa rappresenta un’esigenza vitale immediata. Ora non resta che sperare nelle precipitazioni previste sull’arco alpino; resta però forte la consapevolezza di come la progressiva scomparsa dei ghiacciai abbia privato irrimediabilmente i fiumi di quella costante alimentazione di risorsa durante i mesi estivi.

Le prossime ore consentiranno di capire in che misura le piogge avranno effetti anche sul fiume Po, in un contesto di sofferenza per le colture che si aggrava di giorno in giorno. Nella mattinata odierna, la portata registrata al misuratore di Pontelagoscuro si attesta sempre ben al di sotto 300 metri cubi al secondo, lontana dai fatidici 450 mc/s che consentono il funzionamento delle barriere antisale sul Po di Donzella e sul Po di Tolle. Con un cuneo salino risalito a oltre 20 km nell’entroterra molte derivazioni irrigue sono chiuse da giorni.

 




ASSEMBLEA NAZIONALE ANBI, TASCHINI: “QUANDO LA DISPONIBILITÀ DI ACQUA NON È GARANTITA LA COESIONE SOCIALE È A RISCHIO”

“Le piogge che stanno scendendo in queste ore nel nord Italia non devono illuderci. Sebbene le portate di Po e Adige si stiano un po’ riprendendo, la mancanza di nevi e ghiacciai è una realtà con la quale dobbiamo fare i conti per tutto il resto della stagione irrigua. Senza infrastrutture sarà impossibile adattarci al cambiamento climatico. Per questo motivo, con una crisi idrica di cui non vediamo la fine, per il Consorzio di Bonifica Delta del Po è fondamentale essere qui a Roma per l’Assemblea Nazionale di ANBI.” Ad affermarlo è Virginia Taschini, presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, ai margini dell’assemblea dei consorzi di bonifica tenutasi a Roma l’1 e il 2 luglio 2026.

“Dobbiamo far sentire la nostra voce alle istituzioni e confrontarci con i consorzi italiani che condividono difficoltà pur diverse ma sempre legate alla mancanza di risorsa – spiega Taschini – . Essendo un territorio di foce, noi subiamo l’impatto di tutto ciò che accade a monte ed è per questo che serve una solidarietà di bacino reale. Ma la solidarietà, nei giorni di crisi, non esiste: abbiamo l’esigenza urgente di risorse certe e veloci per le infrastrutture necessarie ad adattare il territorio a un cambiamento climatico ormai strutturale.

Dove i fondi mancano, la terra è in sofferenza. Nel nostro territorio, l’esempio è evidente: l’Isola di Ariano sta, in buona parte, fronteggiando la crisi grazie a stanziamenti pubblici che il Consorzio ha prontamente tradotto in opere. Analoghi progetti per Porto Tolle sono ancora in attesa di finanziamenti e il territorio sta soffrendo maggiormente la crisi. Non possiamo accettare che vi siano territori di serie A e territori di serie B. La coesione sociale passa anche dalla disponibilità di acqua. Nessun territorio deve essere lasciato indietro, ed è questo l’impegno che continuerò a portare avanti con forza. Ne abbiamo parlato pochi giorni fa il Commissario Nazionale all’emergenza idrica Fabio Ciciliano e lo ribadiamo qui a Roma.”




IL CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO INCONTRA IL COMMISSARIO ALL’EMERGENZA IDRICA CICILIANO

I rappresentanti del Consorzio di bonifica Delta del Po si sono confrontati questa mattina, venerdì 26 giugno 2026, a Crespino, in provincia di Rovigo, con il Commissario nazionale per l’emergenza idrica, Fabio Ciciliano, in un incontro al quale hanno partecipato anche la Regione del Veneto, Anbi Veneto, il Consorzio Adige Po, Coldiretti e Acque Venete. Al tavolo il Consorzio era rappresentato dalla presidente Virginia Taschini e dal direttore Rodolfo Laurenti.


«Abbiamo illustrato al commissario la situazione di forte crisi che il Delta del Po sta attraversando in questi giorni. Attualmente la portata è scesa a 260 metri cubi al secondo e numerose derivazioni sono state chiuse in tutti i rami del fiume, con l’acqua salata che sale fino a 20 chilometri», ha dichiarato la presidente Virginia Taschini. «Abbiamo spiegato al commissario che, senza una concreta presa di coscienza della situazione da parte degli enti che si trovano ad operare su tutta l’asta del fiume, a noi non rimangono neanche le briciole. Abbiamo inoltre evidenziato la necessità di intervenire con infrastrutture e, nel caso specifico, avevamo chiesto di sostenere le tre progettualità di efficientamento irriguo che il Consorzio ha pronte e che consentirebbero di fornire un forte supporto al territorio di Porto Tolle; si tratta di tre progettualità da 18 milioni di euro. Se le risorse arrivassero velocemente, saremmo in grado di completare i lavori già per il 2028».

 

 




COSÌ IL DELTA DEL PO REAGISCE ALLA CRISI IDRICA GRAZIE AGLI INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO IRRIGUO REALIZZATI DAL CONSORZIO DI BONIFICA

Nell’Isola di Ariano gli interventi realizzati dal Consorzio di Bonifica Delta del Po sul Canale Veneto rappresentano la svolta contro il cuneo salino. E ora si cercano i finanziamenti per intervenire su Porto Tolle.

Centrale irrigua Goro, Taglio di Po

Laddove lo Stato mette le risorse, il territorio resiste. È questo il dato che emerge nel Delta del Po: nei territori in cui il Consorzio di Bonifica ha avuto i finanziamenti pubblici per realizzare nuove infrastrutture, l’irrigazione prosegue nonostante la crisi idrica.

Senza le opere di adattamento climatico ultimate nell’ultimo biennio, le conseguenze del cuneo salino sarebbero ben più gravi di quelle registrate ad oggi, con la portata del Po scesa a 300 mc/s (misuratore di Pontelagoscuro), 12 km di mare risalito nell’entroterra e derivazioni costrette alla chiusura.

Il modello dell’Isola di Ariano

Il caso più evidente è nell’Isola di Ariano, un territorio di 16.000 ettari – due quinti del Delta Del Po, che si estende su 40.000 ettari – dove negli ultimi due anni l’ente consortile, grazie a risorse PNRR e PSRN, ha potuto mettere mano al vasto sistema del Canale Veneto. L’opera, che con i suoi 29,3 km di lunghezza rappresenta la principale dorsale di bonifica e scolo del territorio, è stata trasformata in un grande bacino per lo stoccaggio e la ridistribuzione della risorsa irrigua.

Attraverso tre grandi progettualità, il canale è stato infatti risezionato nei primi 5 km per aumentarne la capacità di invaso ed è stato dotato di tre impianti di pompaggio che reimmettono nella rete irrigua, completamente ripristinata, acqua dolce di bonifica. Il principale di questi impianti, la centrale Goro, completata nella primavera del 2025, sta consentendo l’attività irrigua anche nella zona più meridionale dell’Isola di Ariano, particolarmente vulnerabile all’ingressione salina, ripristinando dopo anni di cessata attività una risaia.

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Investire in infrastrutture per adattare il territorio

Tra i grandi interventi per adattare il territorio al cambiamento climatico figurano il completamento del bacino di Volta Vaccari, in grado di trattenere fino a un milione di metri cubi d’acqua dolce, e l’adeguamento a fini di invaso di un tratto del Collettore Padano Polesano nel territorio di Porto Viro. La strada, insomma, è ben delineata: ampliare la capacità di trattenere risorsa della rete di scolo e impianti di pompaggio per reimmettere acqua dolce nella rete irrigua.

Sulla scorta di questi risultati, a inizio anno il Consorzio ha candidato alla seconda tranche del PNIISSI, il Piano Nazionale per le Infrastrutture Idriche Strategiche, un analogo intervento nel territorio comunale di Porto Tolle; si tratta di una progettualità strutturata in tre stralci, per un valore complessivo di 15 milioni di euro.

Dichiarazioni

Il Consorzio di Bonifica ha dimostrato con opere puntuali di avere tutte le competenze per adattare il Delta del Po al cambiamento climatico; servono però risorse pubbliche, senza le quali i progetti sono destinati a rimanere sulla carta mentre il territorio rischia la desertificazione”, spiega Virginia Taschini, presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po.

Rodolfo Laurenti, direttore del Consorzio, aggiunge: “L’aumento della capacità di invaso è parte di una strategia più ampia che prevede altre due linee di azione: dotare il territorio con innovativi sbarramenti mobili anti sale e supportare l’agricoltura con tecnologie di intelligenza artificiale di analisi e consiglio irriguo esperto per monitorare e gestire in tempo reale la risorsa in base alle contingenze”.