GLI STUDENTI DI SCARDOVARI RACCONTANO IL DELTA DEL PO IN DUE PODCAST REALIZZATI CON IL CONSORZIO DI BONIFICA

Un’iniziativa promossa da Consorzio di Bonifica Delta del Po nel quadro del protocollo per le attività formative sottoscritto tra ANBI Veneto, Regione del Veneto – Direzione Istruzione e Formazione e Ufficio Scolastico Regionale del Veneto.

Il Delta del Po, la bonifica e la storica idrovora di Ca’ Vendramin sono oggetto di due serie di podcast rivolti a giovani e giovanissimi di tutta Italia realizzati dagli studenti di Scardovari, Istituto Comprensivo di Porto Tolle.

Il progetto, che nello specifico ha coinvolto le classi quarta e quinta della scuola primaria e la classe prima della scuola secondaria di primo grado, è guidato dal Consorzio di Bonifica Delta del Po nell’ambito del percorso didattico 2025/2026 “Luoghi d’acqua, territori da vivere”, coordinato a livello regionale da Anbi Veneto nel quadro del protocollo d’intesa con la Regione del Veneto – Direzione Istruzione e Formazione e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto.

I podcast, evoluzione delle trasmissioni radiofoniche, sono contenuti concepiti e realizzati per essere ascoltati tramite Internet, pertanto su pc e dispositivi mobile. I lavori degli studenti di Scardovari sono fruibili gratuitamente su Spotify, principale piattaforma online per questa tipologia di contenuti, e sul sito web dell’Istituto Comprensivo di Porto Tolle.

Si tratta di due serie, ciascuna articolata in tre episodi della durata di circa cinque minuti ciascuno. La prima, realizzata dalla scuola primaria e intitolata “Benvenuti nel Delta del Po”, adotta la formula della fiction: la scolaresca di Scardovari accoglie due coetanei provenienti dall’Australia, figli di emigrati della zona, e li guida alla scoperta del territorio. Attraverso il racconto, vengono illustrati canali, argini, le caratteristiche delle aree situate sotto il livello del mare, l’attività del Consorzio di Bonifica e il ruolo storico e attuale del complesso idrovoro di Ca’ Vendramin, oggi Museo Regionale della Bonifica, luogo di confronti tecnici e istituzionali sui cambiamenti climatici e i territori costieri.

La seconda serie, curata dalla scuola secondaria di primo grado e intitolata “Delta del Po, orizzonti infiniti”, si sviluppa come un reportage: il fulcro del viaggio è, ancora una volta, l’ex idrovora di Ca’ Vendramin. Attraverso la storia dell’impianto, gli studenti affrontano i temi della bonifica, della subsidenza e del cuneo salino, evidenziando la trasformazione del sito in un centro di confronto sulle tematiche ambientali gestito dal Consorzio di Bonifica e dalla Fondazione Ca’ Vendramin.

La realizzazione dei podcast, avvenuta tra aprile e maggio, in due laboratori di otto ore ciascuno introdotti dal personale del Consorzio Delta del Po e ANBI Veneto. Gli alunni si sono occupati della scrittura dei testi, della registrazione audio e della creazione di disegni a tema. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione con l’Istituto Comprensivo diretto dal professor Silvio Junior Antonio Balta, con il supporto delle insegnanti Santina Bonandin, Laura Mancin, Orietta Tuninello, Enrica Maccagno e Silvia Vendemmiati per la scuola primaria, e della professoressa Cinzia Ghirelli per la scuola secondaria.

Virginia Taschini, presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po: “I ragazzi si confermano ottimi ambasciatori dei temi ambientali che riguardo direttamente la comunità del Delta del Po. Aree interne come la nostra trovano nei nuovi strumenti digitali validi alleati per aumentare le opportunità di comunicazione verso il resto del Paese. Per questo motivo il Consorzio è interessato a esplorare ogni forma di comunicazione per far conoscere il territorio, le sue peculiarità e le sue problematiche a un pubblico più vasto possibile.”

Silvio Junior Antonio Balta, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Porto Tolle: “ Il lavoro svolto dalle classi di Scardovari è stato impressionante. Gli studenti hanno accolto questo progetto con un entusiasmo contagioso, dimostrando quanto sia per loro stimolante e interessante apprendere attraverso metodologie didattiche che li rendono protagonisti attivi. Poter studiare tematiche così importanti e complesse all’interno di un vero e proprio laboratorio di geologia a cielo aperto, quale è il Delta del Po, ha permesso agli alunni di esprimere una grande maturità sia nella fase di studio e preparazione, sia nel momento della realizzazione pratica dei podcast. È la prova di come i nostri giovani sappiano farsi interpreti e custodi consapevoli della storia e del futuro del loro territorio”.

Per ascoltare i podcast è sufficiente accedere a www.spotify.com e scrivere nella barra di ricerca “Benvenuti nel Delta del Po” e “Delta del Po, Orizzonti Infiniti”.

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CUNEO SALINO E AGRICOLTURA: IL DELTA DEL PO OGGETTO DELLA PRIMA VALUTAZIONE MULTIDISCIPLINARE SU LARGA SCALA IN EUROPA. NUOVA METODOLOGIA SPERIMENTATA DA UNIVERSITÀ DI PADOVA E CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO CON RISORSE PNRR

La sfida alla risalita del cuneo salino e alla salinizzazione dei suoli compie un passo decisivo grazie ai risultati del progetto “Agritech Spoke 4 UNIPD – WP4.2”, finanziato dal PNRR. La ricerca, curata dallo staff del professor Paolo Tarolli del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università di Padova, insieme alla dottoressa Aurora Ghirardelli, segna un cambio di paradigma nella gestione ambientale. Laboratorio a cielo aperto, ancora una volta, è il Delta del Po, in uno studio pluriennale che ha direttamente coinvolto il Consorzio di Bonifica Delta del Po e alcune aziende agricole.

Per la prima volta in Europa, una valutazione multidisciplinare su larga scala collega le dinamiche di salinizzazione agli impatti sulle colture attraverso un sistema integrato che unisce telerilevamento, sensori di prossimità e modelli predittivi basati sull’Intelligenza Artificiale. La nuova metodologia supera l’approccio osservazionale mettendo a sistema una molteplicità di dati interpretati dall’Intelligenza Artificiale. Uno studio che è già parte della letteratura scientifica grazie alla pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale iScience.

Attraverso l’impiego di sonde per rilevare conducibilità elettrica, umidità e temperatura a diverse profondità installate in terreni messi a disposizione da aziende, lo staff del professor Tarolli ha potuto incrociare i dati di campo con le analisi satellitari, le rilevazioni con droni, oltre a dati e statistiche pluridecennali. Questo immenso patrimonio informativo è stato elaborato tramite algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning, permettendo di mappare con precisione come il sale si propaghi in base alle variabili meteorologiche, alla struttura del suolo e alla presenza di sostanza organica. Dal 2000 al 2024 la salinità costiera è drasticamente aumentata, manifestandosi però con un’intensità variabile: anche all’interno dello stesso terreno agricolo, parcelle di suolo diverse reagiscono in modo specifico e differente.

 La presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini, ha evidenziato la rilevanza politica dei risultati ottenuti: “Questo studio e, soprattutto, l’approccio metodologico costituiscono uno strumento fortissimo che le istituzioni del territorio hanno a disposizione per dimostrare, nel confronto con le istituzioni nazionali, la necessità di interventi specifici. Ma la questione non può essere relegata a una dimensione puramente locale, poiché ciò che riguarda il Delta del Po in verità riguarda tutto il fiume Po e dunque tutta quell’area enormemente produttiva che è il nord Italia.

 Il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Rodolfo Laurenti: Grazie a queste nuove metodologie siamo in grado di analizzare e prevedere i fenomeni con il massimo rigore scientifico. Questa oggettività permette di elaborare progetti dalla validità tecnica indiscutibile, mettendo le istituzioni nelle condizioni ideali per sostenerli, anche con le adeguate dotazioni finanziarie.

L’integrazione tra imponenti misure infrastrutturali, come le barriere antisale di ultima generazione, e soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions) — tra cui aree umide, fasce tampone e pratiche agronomiche per il ripristino della sostanza organica — costituisce il pilastro di una strategia multidisciplinare validata dalla comunità scientifica.

Visualizza il Policy Brief   https://tinyurl.com/yc346bh3

Taglio di Po (Ro), 3 giugno 2026

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AVVISO AI CONSORZIATI – SPOSTAMENTO SEDE OPERATIVA U.T. N.4 ISOLA DI ARIANO

Si informano i  signori consorziati che da mercoledì 27 maggio 2026 il personale consorziale dell’Unità Territoriale n. 4 Isola di Ariano sposta la sede operativa in Via Pordenone 1/B a Taglio di Po (Edificio bianco antistante la sede del Consorzio di bonifica).

Per necessità, contattare i seguenti numeri:

335 123 1052

335 123 1060




TORNA L’ALLARME CUNEO SALINO: ADIGE SOTTO LA SOGLIA CRITICA, CALA VELOCEMENTE ANCHE IL PO. SOTTO STRESS AMBIENTE E AGRICOLTURA

Il Consorzio di Bonifica Delta del Po lancia un nuovo allarme per l’avanzamento del cuneo salino nel fiume Adige. In data odierna, la portata del fiume registrata alla stazione di Boara Pisani è intorno al valore di 70 mc/s, ieri ancora peggio, addirittura 62 metri cubi al secondo. Si tratta di valori sensibilmente inferiori alla soglia critica di 80 metri cubi al secondo sotto la quale la barriera antisale di Rosolina perde efficacia.

Ma l’attenzione è alta anche sul fiume Po, con una portata che il misuratore di Pontelagoscuro attesta oggi sui 650 mc/s, ieri erano 750. La corsa al ribasso prosegue da diversi giorni avvicinandosi velocemente ai fatidici 450 mc/s, soglia minima sotto la quale il mare inizierà ad entrare anche nei rami deltizi.

Come previsto dagli esperti, le precipitazioni registrate a metà mese non sono state sufficienti a compensare il grave deficit idrico che colpisce il Veneto da ottobre.

I dati di aprile diffusi da ARPAV e ripresi nel bollettino di ANBI Veneto sulla disponibilità idrica avevano già delineato un quadro preciso, evidenziando come il mese scorso l’Adige registrasse un calo della portata del 47% rispetto alla media storica, a fronte di precipitazioni sul bacino idrografico inferiori del 72%. Una situazione che sta penalizzando l’ambiente e le coltivazioni del territorio, in particolare i cereali e le colture orticole tra Chioggia e Rosolina.

La stessa stagione irrigua, avviata ufficialmente il primo aprile, era partita in condizioni limitanti, con il fiume che il 31 marzo si posizionava già al di sotto dei 80 metri cubi al secondo. Sempre ad aprile, dati Arpav alla mano, sul bacino del Po la situazione era altrettanto difficile: -70% di precipitazioni, -37% la portata del fiume a Pontelagoscuro rispetto alla media del periodo.

Con queste premesse e con specifico riferimento al fiume Adige, lo scorso 20 maggio a Verona, nella sede del Consorzio di Bonifica Veronese, si è tenuto un incontro che, oltre all’ente ospitante, ha visto la partecipazione dei Consorzi di Bonifica Delta del Po, Adige Po, Alta Pianura Veneta e LEB, insieme ad ANBI Veneto. I rappresentanti dei consorzi si sono confrontati con l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, in vista del prossimo rinnovo delle concessioni e del rischio di una riduzione dei volumi di derivazione, un provvedimento che aggraverebbe uno scenario già complicato dal cambiamento climatico.

Durante l’incontro, i consorzi hanno concordato sulla necessità di sviluppare un coordinamento più stretto con le realtà territoriali, a partire dalle amministrazioni comunali e dal comparto agricolo. L’obiettivo è rafforzare la condivisione di informazioni e pratiche nella gestione della risorsa idrica che sappia bilanciare la sicurezza idraulica e le esigenze di agricoltura, ambiente e comunità locali, prestando attenzione sia ai territori di monte sia a quelli di valle. La crisi climatica in atto impone infatti un approccio strategico ad ampio raggio, capace di superare i singoli confini amministrativi.

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AVVISO PER INFORMATIVA PRELIMINARE DI GARA – MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

INFORMATIVA PRELIMINARE DI GARA E INVITO A MANIFESTAZIONE DI INTERESSE
FONDO SVILUPPO E COESIONE (FSC) 2021 – 2027 – Accordo per la coesione tra il Governo e la Regione del Veneto – Area Tematica n. 05 “Ambiente e Risorse Naturali” – Linea di intervento n. 05.05 “Natura e Biodiversità” – ID Accordo: FSCRI_RI_422 – INTERVENTI PER LA VIVIFICAZIONE DEGLI AMBITI LAGUNARI DEL DELTA DEL PO – Progetto n. 012-2024 – CUP J27D24000000002 – Interventi presso la Laguna di Caleri – 1° lotto funzionale – Importo € 1.475.000,00   – Progetto esecutivo FSCRI_RI_422 (n. 012_L1-2025) – CODICE G06489

 

Si comunica che la manifestazione di interesse sopra riportata è stata pubblicata sul portale della CUC ADIDELTA, consultabile al seguente link:

https://portaleappalti.adigepo.it/PortaleAppalti/it/homepage.wp

Termine ultimo di ricezione 01/06/2026 ore 12.00




SUBSIDENZA: IL TERRITORIO NON PUO’ ESSERE LASCIATO SOLO. “SERVONO RISORSE STRUTTURALI PER UN DANNO CHE PESA ANCORA OGGI”

«La subsidenza non è un problema tecnico: è un problema sociale, economico e umano che ricade tutto sui cittadini; è un fenomeno dove le responsabilità del passato e le cause naturali si sommano alle sfide del clima che cambia e ai costi crescenti per la sicurezza idraulica. L’assenza di fondi non cancella il problema: i costi, ancora una volta, sono ricaduti sui cittadini. È quindi indispensabile procedere al rifinanziamento della legge sulla Subsidenza, prevedendo uno stanziamento strutturale e continuativo a copertura di un danno permanente che trae origine dalle estrazioni».

Con questa dichiarazione di Virginia Taschini, Presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, si è aperto il convegno “Subsidenza, vietato dimenticare”, svoltosi giovedì 30 aprile 2026 presso il Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin, a Taglio di Po  (Ro). L’evento ha riunito i vertici della bonifica e della politica in un luogo simbolo, un tempo impianto idrovoro, poi dismesso proprio a causa del dissesto idrogeologico causato dalle estrazioni di gas metano, e oggi custode della memoria di un territorio che vive in un fragile equilibrio tra natura ed esigenze dell’uomo: abitative e produttive.

Durante i lavori a Ca’ Vendramin, i dati tecnici illustrati dai professori Francesco Musco (IUAV) e Jaroslav Mysiak (CMCC) hanno ricordato la gravità della situazione: il Polesine ha garantito il 40% della produzione nazionale di gas negli anni ’60, subendo in cambio uno sprofondamento che ha toccato i 3,5 metri (Musco), a gravare su un territorio che sprofonda è anche la crisi climatica che sta comportando un innalzamento del livello del mare (Mysiak).

Le istituzioni.

L’istanza del Consorzio ha trovato immediata sponda istituzionale nei primi interventi della giornata. Il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, intervenuto in video collegamento, ha sottolineato la necessità di una protezione “a 360 gradi” per il Polesine: «Abbiamo scelto di costruire una filiera inter-istituzionale che possa creare una sinergia a livello locale, regionale, nazionale ed europeo in grado di obbligare tutti i rappresentanti a una risposta univoca».

Il confronto con i rappresentanti parlamentari ha fatto emergere una convergenza fondamentale. Piergiorgio Cortelazzo (Vicepresidente VIII Commissione Camera) e Luca De Carlo (Presidente Commissione Agricoltura Senato) hanno concordato sulla necessità di rifinanziare la legge sulla subsidenza (la n. 205 del 2017, i cui fondi si sono esauriti proprio nel 2024).

L’impegno assunto è quello di lavorare affinché la prossima legge di bilancio preveda le risorse necessarie per la manutenzione di un territorio reso fragile dall’opera umana.

L’Europarlamentare Flavio Tosi ha evidenziato la necessità di un coordinamento con la Croazia affinché le estrazioni in Adriatico che questo Paese sta operando non si riverberino con criticità sulla costa italiana.

Il senatore polesano Bartolomeo Amidei nel rivendicare il proprio attivismo nella richiesta di finanziamenti ha espresso chiaramente la sua contrarietà a ogni ipotesi di riavvio delle estrazioni.

 

I rappresentanti della Bonifica.

Francesco Vincenzi, Presidente Nazionale di ANBI, ha richiamato lo Stato alle proprie responsabilità: «Il Polesine può essere un modello economico per altri territori, ma dobbiamo darci delle priorità. L’obiettivo di oggi era evidenziare la problematica della subsidenza alla luce delle risorse della prossima legge finanziaria».

Roberto Branco, presidente del Consorzio di Bonifica Adige Po ha affermato: “Il Polesine ogni giorno paga il prezzo di scelte fatte nel passato: la subsidenza ha reso questo territorio più fragile e più costoso da difendere. Qui si spendono milioni di euro solo per garantire sicurezza ai cittadini e alle imprese. Per questo chiediamo che lo Stato riconosca questo problema come una responsabilità nazionale, perché il Polesine non può essere lasciato solo a sostenere questo peso.”

Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, ha posto l’accento sull’importanza di governare i processi al di là delle logiche di emergenza: «anche se estraessimo ogni singola molecola di gas sotto i nostri piedi, le problematiche di carattere energetico del nostro Paese sarebbero lontane anni luce dall’essere risolte”.

L’evento è stato impreziosito dal contributo dell’attore Marco Paolini che ha ricordato come la tutela del Paesaggio sia prevista dalla Costituzione all’articolo 9.

Sono intervenuti inoltre: Franca Tancredi, Prefetto di Rovigo; Layla Marangoni, Sindaco del Comune di Taglio di Po; Moreno Gasparini, Presidente del Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po; i rappresentanti delle categorie agricole Coldiretti, Cia e Confagricoltura; Giovanni Boscolo Moretto, Componente di Giunta della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, Massimo Gargano, direttore generale di ANBI; Silvio Parizzi, Direttore di ANBI Veneto. Il convegno è stato moderato dal direttore de L’Informatore Agrario Antonio Boschetti.

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