CRISI IDRICA, ASSEMBLEA STRAORDINARIA: IL CONSORZIO DI BONIFICA DELTA DEL PO RIUNISCE SINDACI E AGRICOLTORI

Si è tenuta questa mattina, a Taglio di Po (Ro), presso la sede del Consorzio di Bonifica Delta del Po, l’assemblea straordinaria del Consorzio di Bonifica aperta agli agricoltori, alle associazioni di categoria e agli amministratori comunali per fare il punto sulla crisi idrica in corso.

“Da settimane siamo quotidianamente in contatto con sindaci e agricoltori per rispondere puntualmente alle innumerevoli criticità, la riunione di oggi nasce dalla volontà di un confronto generale con tutti i rappresentanti istituzionali e il comparto agricolo per una condivisione di quanto è stato fatto e quanto sarà da fare – ha spiegato la presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po Virginia Taschini. – È fondamentale fare squadra su ogni tavolo istituzionale, negli ambiti regionali e nazionali, per ribadire che le progettualità del Consorzio vanno a beneficio di tutto il Delta del Po e pertanto il loro finanziamento assume un valore esistenziale per tutto il territorio.”
La situazione attuale, solo minimamente e temporaneamente mitigata dalle recenti precipitazioni, è tornata a destare forte preoccupazione. I dati odierni mostrano livelli idrometrici in calo: il fiume Adige segna una portata di soli 70 m³/s al misuratore di Boara Pisani, mentre il fiume Po è sceso sotto i 380 m³/s a Pontelagoscuro. Valori così bassi aprono nuovamente la strada alla risalita del cuneo salino, che torna a minacciare i campi dopo pochi giorni di tregua, aggravando il quadro generale di un territorio già strutturalmente segnato dalla subsidenza.
Nel ripercorrere i fattori critici dell’ultimo periodo, la presidente Virginia Taschini e il direttore Rodolfo Laurenti hanno ricordato la pronta reazione ai furti di rame che in primavera avevano colpito diversi impianti idrovori e di pompaggio, tempestivamente riparati poiché snodi essenziali per la tenuta idraulica. L’emergenza idrica complessiva, pur essendo attesa a causa della scarsità delle nevicate invernali e della scomparsa dei ghiacciai, ha stupito per la rapidità con cui si è conclamata a giugno con l’aumento anomalo delle temperature e i correlati massicci prelievi d’acqua effettuati a monte.
Sullo sfondo emerge la grave assenza di una strategia condivisa tra le regioni del Nord Italia. In mancanza di una reale solidarietà nei momenti di crisi, chi dispone di risorse idriche tende a trattenerle a scapito dei territori di foce. Il Delta chiede la garanzia di portate minime pari a 80 m³/s per l’Adige e 450 m³/s per il Po, una tutela che attualmente manca e che riduce la disponibilità idrica locale alle ultime gocce dopo tutti i prelievi a monte. Ciononostante, grazie a un monitoraggio giorno per giorno, al lavoro quotidiano a fianco degli agricoltori, alla tempestività degli interventi e a una grande flessibilità nell’azione sul campo, il Consorzio continua a far fronte alla situazione.
Tuttavia, gli interventi in emergenza comportano costi straordinari enormi, tra personale, carburante e interconnessioni dei sistemi. In queste settimane di crisi, il solo funzionamento continuo di 5 motopompe di emergenza arriva a superare i 100.000 euro. Si tratta di oneri economici che gravano sui consorziati e che potrebbero essere evitati attraverso infrastrutture stabili non più procrastinabili di fronte al cambiamento climatico.
Tra le priorità indicate dal direttore del Consorzio di Bonifica Rodolfo Laurenti figurano lo snellimento delle procedure burocratiche per velocizzare la barriera antisale sull’Adige e il reperimento delle risorse per la realizzazione della nuova barriera sul Po di Pila.
A dimostrazione di come la pianificazione possa offrire soluzioni definitive il direttore ha evidenziato i progetti strategici pronti ma non ancora finanziati per il territorio di Porto Tolle, nei bacini di Ex Valli, Giarette-Bonelli e Paltanara, oltre alla proposta di riutilizzare una condotta dismessa di Acque Venete nel comune di Porto Viro per la captazione e il recupero di acqua dolce a uso irriguo.
La stagione irrigua è in pieno svolgimento: è prioritario portare a termine i raccolti attuali, tutelare le seconde semine e programmare le successive colture autunno-vernine. Anche in ragione di un cambiamento climatico irreversibile, l’impegno deve estendersi con forza negli ambiti istituzionali, stringendo un’alleanza salda con i sindaci e il comparto agricolo per far valere le ragioni del Delta del Po in tutte le sedi opportune.

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